di Corinna Pindaro

Dopo il voto del Parlamento europeo sulla revoca dell’immunità, Alessandra Moretti respinge le accuse legate al Qatargate e annuncia che non si dimetterà

quatargateLa revoca dell’immunità parlamentare decisa oggi a Strasburgo non cambia la posizione di Alessandra Moretti. L’eurodeputata del Partito democratico, coinvolta nell’inchiesta sul Qatargate, ha escluso qualsiasi ipotesi di dimissioni, rivendicando il mandato ricevuto dagli elettori. Intervenendo in televisione, Moretti ha ribadito di voler proseguire il proprio lavoro nelle commissioni del Parlamento europeo, sostenendo di non avere nulla da nascondere.

«Un mandato da rispettare»

Moretti ha sottolineato di essere stata eletta con un ampio consenso e di sentirsi quindi legittimata a portare avanti il proprio incarico. Secondo l’europarlamentare, il voto di oggi non incide sul suo impegno politico, che intende continuare concentrandosi sui temi dei diritti umani e delle libertà fondamentali, ambiti nei quali afferma di voler rafforzare ulteriormente la propria azione.

L’accusa di un voto politico

Nel commentare la decisione dell’Europarlamento, Moretti ha definito il voto sulla revoca dell’immunità come una scelta di natura politica più che giuridica. A suo avviso, lo dimostrerebbero le dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza italiana a Strasburgo, che avrebbero ammesso di non essere entrati nel merito delle accuse. Un elemento che, secondo l’eurodeputata, indebolisce la legittimità del provvedimento.

«Estranea ai fatti contestati»

L’esponente dem respinge con decisione ogni coinvolgimento nello scandalo Qatargate e sostiene di aver già consegnato documentazione utile a chiarire la propria posizione. In particolare, Moretti contesta l’attribuzione di viaggi e incontri che non sarebbero mai avvenuti. Tra le accuse figura una presunta visita in Marocco, che l’eurodeputata nega, affermando che la sua assenza dal Paese è facilmente verificabile attraverso i documenti di viaggio. Analoghe smentite riguardano presunti soggiorni in Qatar, ad eccezione di missioni ufficiali svolte per conto del Parlamento europeo.

Immunità parlamentare e Stato di diritto

Sul piano istituzionale, Moretti critica duramente la revoca dell’immunità, definendola un colpo a uno strumento pensato per tutelare l’autonomia del Parlamento. Secondo l’eurodeputata, l’inchiesta avrebbe superato i confini delle prerogative giudiziarie, entrando nel merito delle sue posizioni politiche e dei voti espressi, sempre coerenti con la linea del gruppo di appartenenza.

La denuncia di una violazione della separazione dei poteri

Moretti parla di un’invasione di campo che metterebbe in discussione il principio della separazione dei poteri, cardine dello Stato di diritto. A suo giudizio, valutare idee e scelte parlamentari attraverso l’azione giudiziaria rappresenta un precedente pericoloso, che rischia di comprimere la libertà di espressione e di azione dei rappresentanti eletti.

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