Risso Fit: con la pandemia tabaccherie ancor di più punto di riferimento per la cittadinanza

di Francesco Neri

Roma –  In un momento difficile per il paese la figura del tabaccaio ha assunto un ruolo centrale nella gestione della pandemia. Un ruolo riconosciuto dallo stesso Governo che ha affidato a questa rete di professionisti capillarmente diffusa sul territorio una funzione di servizio alla cittadinanza, ad esempio distribuendo le mascherine a prezzi calmierati. Alla vigilia di quella che sembra essere una nuova ondata di restrizioni, abbiamo intervistato Giovanni Risso, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai.

Presidente Risso, oggi più che mai siamo alle prese con un periodo complesso. L’emergenza sanitaria globale dovuta al Coronavirus ci ha costretto a un lungo periodo di distanziamento eppure, anche durante il lockdown, quando le attività commerciali sono state ferme le tabaccherie sono state aperte. Come è stato possibile?

È proprio così, stiamo vivendo un periodo estremamente difficile, che ha già messo a dura prova l’intera economia globale, così come la nostra categoria. Grazie però al riconoscimento, da parte del Governo Conte del ruolo sociale dei tabaccai, le nostre rivendite sono state scelte dallo Stato per continuare a fornire servizi necessari alla cittadinanza, anche durante il lungo periodo di lockdown.

Di fatto, le tabaccherie non sono più dei normali negozi generalisti ma veri e propri punti di riferimento per la cittadinanza. Soprattutto, ovviamente, nei piccoli centri. Ci è stata data fiducia concedendoci di alzare le nostre saracinesche in sicurezza e l’abbiamo contraccambiata trasformando le fragilità del momento in impegno concreto a favore dei nostri clienti e concittadini.

In tabaccheria quindi non si trovano solo sigarette…

Certo che no. Oltre al tabacco e al gioco pubblico legale in tabaccheria si possono svolgere una gran quantità di servizi. Negli ultimi mesi, ad esempio, nelle tabaccherie di molte città si possono ritirare i certificati anagrafici. Un servizio evoluto che innanzitutto facilita la vita ai cittadini, non più costretti a recarsi negli uffici in orari poco agevoli e che, al tempo stesso, ha trovato molto favore da parte dalle amministrazioni comunali che, attraverso noi, migliorano le proprie prestazioni verso gli utenti dei servizi. Inoltre, sempre per fare qualche esempio, in tabaccheria si possono ritirare i pacchi degli ordini on line o acquistare i biglietti ferroviari, Frecce Trenitalia comprese, biglietti per i mezzi pubblici, ticket per le mense scolastiche e, in generale, tutto ciò che può rendere la vita più facile. Ecco perché le tabaccherie, con 15 milioni di ingressi al giorno, sono diventate uno dei luoghi più frequentati dagli italiani e si sono confermate tali anche durante i mesi del lockdown.

Tutto questo sembra richiedere grande professionalità

In effetti, il nostro lavoro richiede grande attenzione, al cliente, naturalmente, ma non solo. In quanto concessionari dello Stato dobbiamo osservare attentamente scadenze, regolamenti e normative su cui dobbiamo essere sempre aggiornati e, in più, dobbiamo dimostrare di saper tenere il passo con l’evolversi delle tecnologie. Il risultato di tuto ciò è che il tabaccaio di oggi è una figura polivalente, un moderno professionista impegnato in una rivendita di prossimità sempre più evoluta, pronto ad acquisire competenze e professionalità attraverso uno specifico percorso formativo.

Non crede di esagerare un po’?

Non lo dico io! Lo affermano i risultati dell’Osservatorio nazionale sulle tabaccherie 2018, condotto da Format Research. Le tabaccherie, risulta dallo studio, sono un vero punto di riferimento per la cittadinanza nel disbrigo delle tante piccole esigenze quotidiane e gli italiani apprezzano i servizi disponibili nei nostri negozi con percentuali degne di rispetto. La tabaccheria come punto di ritiro di pacchi postali o di prodotti comprati online, ad esempio, piace al 68,4% degli utenti che, in più, apprezzano il notevole risparmio di tempo necessario per pagare bollettini postali o bancari. Più ancora delle tabaccherie, poi, agli italiani piacciono i tabaccai. Con grande orgoglio posso dirle che il tabaccaio è considerato affidabile e competente da 8 persone su 10; che 7 su 10 lo ritengono informato e discreto e per molti, addirittura è un amico, un familiare, un’istituzione del quartiere.

Soprattutto, del proprio tabaccaio ci si fida. Fatto, questo, che emerge principalmente nei piccoli centri, dove la qualità della vita consente ancora un certo tipo di ritmi e rapporti umani. Per gli italiani, insomma, il tabaccaio è più di un generico commerciante e riesce ad essere d’aiuto per la comunità anche nella pratica quotidiana: conosce gli avvenimenti della zona nella quale lavora e così riesce a fornire informazioni utili, per fare qualche esempio, anche se si è alla ricerca di una casa in affitto o di una babysitter.

Capisco, siete davvero radicati nella realtà locale.

Sì, molto. È questo che intendo quando parlo di ruolo sociale dei tabaccai. Facilitiamo la vita ai cittadini nel quotidiano ed anche in occasioni di eventi, purtroppo non sempre piacevoli, di portata internazionale. Mi riferisco, per fare esempi recenti, alla ricostruzione del ponte Morandi o la pandemia che ancora ci costringe a mantenere alta l’attenzione. Nel primo caso, nelle tabaccheria di Genova adiacenti il viadotto Polcevera, nei mesi della ricostruzione, sono stati installati alcuni schermi attraverso i quali i cittadini hanno potuto informarsi in tempo reale sull’avanzamento dei lavori e sulla viabilità della zona, sempre assai mutevole in quei giorni. Una possibilità di migliorare realmente la vita dei genovesi che si è potuta concretizzare sulla base dell’intesa sottoscritta dalla Federazione Italiana Tabaccai con il Dipartimento della Protezione Civile.

Un altro accordo, questa volta formalizzato con il Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ci ha dato la possibilità di distribuire attraverso la nostra rete, la più capillare sul territorio, le mascherine chirurgiche esenti da Iva al prezzo di 50 centesimi.

Si è trattato, per la nostra categoria, di una vera e propria call in action da parte del Governo. Un appello da parte dello Stato che ha dimostrato, una volta in più, l’importanza di una rete diffusa, affidabile e pronta a garantire l’accesso a servizi e prodotti di fondamentale importanza anche nel pieno dell’emergenza sanitaria.

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