di Redazione

Secondo il New York Times, il piano di pace promosso dagli Stati Uniti prevede garanzie militari rafforzate per Kiev, ma Mosca non partecipa ai negoziati e continua a mantenere una linea intransigente

La Russia ha respinto ogni proposta di cessate il fuoco durante le festività natalizie, ribadendo la sua opposizione all’ingresso di truppe NATO in Ucraina e chiudendo la porta a qualsiasi concessione territoriale, in particolare sul Donbass. La linea dura del Cremlino arriva il giorno dopo l’incontro di alto livello tenutosi a Berlino, dove si erano aperti spiragli per una possibile de-escalation del conflitto. Ma dalla capitale russa arriva un messaggio chiaro: nessun compromesso, nessuna apertura.

Proposte americane in fase di definizione

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tuttavia confermato che il piano negoziale elaborato con gli Stati Uniti è in dirittura d’arrivo. Le bozze finali saranno pronte nei prossimi giorni, dopodiché toccherà a Washington presentarle ufficialmente a Mosca.

Intanto, all’interno dell’Unione Europea cresce il pressing per raggiungere un accordo sull’utilizzo degli asset russi congelati, in vista del summit di giovedì. L’Italia, pur sostenendo la linea comune, mantiene una posizione di maggiore prudenza.

Il piano Usa: più armi e intelligence per Kiev

Secondo quanto riportato dal New York Times, le garanzie di sicurezza che gli Stati Uniti stanno definendo assieme ai partner europei prevedono un consistente rafforzamento dell’esercito ucraino. Il piano includerebbe anche il possibile dispiegamento di truppe europee in Ucraina e un maggiore utilizzo delle capacità di intelligence fornite da Washington.

Fonti diplomatiche, che hanno visionato le bozze dei documenti, rivelano che durante gli incontri tenutisi a Berlino nei giorni scorsi, funzionari occidentali e rappresentanti ucraini hanno trovato un accordo preliminare su due testi chiave. Tali documenti costituirebbero la base per un’intesa più ampia volta a favorire un cessate il fuoco e a porre fine alle ostilità.

Ipotesi di compromessi territoriali e stop alla NATO

Nel dettaglio, le bozze suggeriscono un possibile scenario in cui Kiev accetterebbe la perdita del controllo su alcuni territori, come condizione per un’intesa di pace. In cambio, riceverebbe garanzie militari concrete da parte dell’Occidente. Tra le clausole al vaglio, vi sarebbe anche la rinuncia da parte dell’Ucraina a un’adesione formale alla NATO, per evitare ulteriori tensioni con Mosca.

Tuttavia, come sottolinea lo stesso New York Times, l’idea di un cessate il fuoco stabile e duraturo resta, al momento, solo teorica. La Russia non partecipa ai colloqui e continua a escludere qualsiasi ipotesi di concessione, mantenendo una linea rigida che ostacola ogni progresso concreto sul piano diplomatico.

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