Covid: il caso indiano, crolla il numero di morti e contaggiatiti

In India il virus perde pericolosità senza campagna vaccinale, il caso fa interrogare gli scienziati

di Emilia Morelli

In india, il secondo paese più densamente popolato al mondo dopo la Cina, la seconda ondata di Covid non è mai arrivata. Il dato è curioso e lascia interdetti anche gli scienziati che si interrogano sulla portata del fenomeno. Mentre Europa e Stati Uniti sono in ginocchio a causa della pandemia, in India il numero di contagi è crollato e ciò senza una vera e propria ragione.

In India dopo una prima ripresa a seguito di un lockdown a Maggio e un picco di nuovi casi a settembre la situazione Covid, senza alcun intervento o campagna vaccinale, è andata progressivamente stabilizzandosi secondo quanto riportano i dati relativi ai nuovi contagi e ai decessi. Le cronache indiane, al contrario, raccontano di come le persone siano tornate in piazza in occasione di manifestazioni e festività nazionali, senza riguardo al distanziamento sociale.

Secondo alcuni scienziati il caso indiano si spiegherebbe sulla base di una raggiunta “immunità di gregge”, infatti i dati della capitale Delhi rivelano come il 56% dei volontari che si sono sottoposti ad un’indagine sierologica abbia sviluppato gli anticorpi al Coronavirus. Il dato, incoraggiante per la popolosa capitale indiana e rilevato anche nelle altre maggiori città, sembrerebbe però smentito su scala nazionale. Nei ventuno Stati indiani la percentuale di adulti che ha sviluppato anticorpi al covid si attesta al solo 21,5%.

Una seconda spiegazione è invece avanzata da altra corrente scientifica, la quale evidenzia come la popolazione indiana sia di età molto giovane. Solo il 6% di indiani è over 65 e la metà della popolazione ha meno di 25 anni. Com’è tristemente noto, nella maggior parte dei casi, le persone ad avere un decorso covid con complicazioni sono per lo più soggetti oltre i 65 anni. I giovani che contraggono il coronavirus, nella maggior parte dei casi hanno sintomi lievi o nessun sintomo,  riuscendo così a sfuggire ai numeri relativi ai nuovi contagi.

Ad ogni modo il governo indiano registra con comprensibile gioia il dato relativo ad una decrescita del tasso di mortalità e un contenimento del contagio ed incalza decidendo di intensificare la campagna di immunizzazione. L’ India è il maggior produttore di vaccini al mondo ed è bene che la popolazione ne benefici. Oltre ai diecimila centri di vaccinazione pubblici, attivi finora, si aggiungeranno anche ventimila ospedali privati, che in India curano un terzo della popolazione.

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