di Ennio Bassi


Il premier accetta il reincarico “per dovere” , mentre sinistra radicale e Rassemblement National denunciano manipolazioni politiche e cresce il rischio di nuova crisi parlamentare.

 

Il presidente Emmanuel Macron ha scelto la continuità, confermando Sébastien Lecornu alla guida del governo dopo le sue dimissioni. Il premier, che ha accettato il reincarico “per dovere”, ha promesso di garantire un bilancio entro l’anno e “risposte concrete ai cittadini”. Il suo primo gesto ufficiale è stata una visita a un commissariato di L’Haÿ-les-Roses, a sottolineare la priorità data alla sicurezza in un clima politico teso.

Fonti dell’Eliseo parlano di “carta bianca” concessa al premier per la formazione dell’esecutivo, ma la decisione ha spaccato il Paese. La sinistra radicale e il Rassemblement National denunciano “una manipolazione democratica”. Marine Le Pen parla di “dramma politico” e annuncia una mozione di censura, mentre Manon Aubry (La France Insoumise) accusa Macron di “incendiare la Francia”.

Il Partito Socialista non esclude l’astensione. Anche la destra repubblicana appare divisa: alcuni deputati sosterranno la fiducia, ma i vertici, come Bruno Retailleau, rifiutano di entrare al governo, definendo l’operazione “una ferita democratica”. Prima della nomina, Macron aveva consultato i principali partiti, escludendo RN e LFI — scelta che ha suscitato nuove polemiche. Il “governo Lecornu II” nasce dunque tra accuse di autoritarismo, tensioni parlamentari e il rischio concreto di una nuova crisi politica.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Macron riconferma Lecornu a Matignon, Francia tra consensi e proteste proviene da Associated Medias.