di Emilia Morelli
Aleksandr Lukashenko parla di una nuova proposta di pace di Vladimir Putin per l’Ucraina, che avrebbe ricevuto attenzione dagli Stati Uniti. Il leader bielorusso si offre come mediatore insieme a Putin e Zelensky
Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko torna a far parlare di sé nel quadro della guerra in Ucraina. Dopo un lungo incontro riservato con Vladimir Putin a Mosca, il leader di Minsk ha dichiarato che il presidente russo avrebbe messo sul tavolo una «proposta molto valida» per porre fine al conflitto, una soluzione che – secondo lui – sarebbe stata già presa in considerazione dagli Stati Uniti. Lukashenko non ha fornito dettagli, lasciando intendere che spetterà allo stesso Putin renderla pubblica.
Il riferimento agli Stati Uniti e il ruolo di Trump
Secondo Lukashenko, la proposta russa sarebbe stata discussa «anche con Donald Trump in Alaska» e poi portata a Washington. Tuttavia, le parole del leader bielorusso si scontrano con le recenti dichiarazioni dello stesso Trump. Dopo l’incontro con Volodymyr Zelensky all’ONU, l’ex presidente americano aveva definito la Russia una «tigre di carta» e aveva ipotizzato che l’Ucraina possa recuperare tutti i territori occupati. Una posizione che Mosca e lo stesso Lukashenko hanno respinto con fermezza.
Le condizioni russe e i rischi per Kiev
Il leader bielorusso ha avvertito che, se Kiev non accetterà la proposta russa, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: «Sarà peggio dell’inizio dell’operazione speciale, gli ucraini rischiano di perdere tutta l’Ucraina». In passato, Mosca aveva avanzato condizioni durissime, assimilabili a una resa, tra cui la cessione delle aree occupate, la rinuncia alla NATO e limiti alle forze armate ucraine.
Il tentativo di mediazione e il ruolo della Bielorussia
Lukashenko si è proposto come mediatore diretto, affermando che lui, Putin e Zelensky – in quanto leader di tre nazioni slave – dovrebbero sedersi allo stesso tavolo per un accordo di pace. La sua offerta di mediazione è stata rafforzata dai recenti contatti con Washington: dopo anni di isolamento, questa estate è stato elogiato da Trump e ha ricevuto a Minsk l’inviato americano Keith Kellogg, che ha favorito il rilascio di oltre cinquanta prigionieri politici.
Bielorussia sempre più vicina a Mosca
Nonostante questi segnali di apertura verso gli Stati Uniti, Minsk resta saldamente legata a Mosca. Pochi giorni fa Bielorussia e Russia hanno condotto esercitazioni militari congiunte e, al termine del suo ultimo incontro con Putin, Lukashenko ha proposto la costruzione di una centrale nucleare nella Bielorussia orientale, destinata a fornire energia alle regioni ucraine annesse dalla Russia.
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