di Corinna Pindaro

I legali della famiglia contestano l’allontanamento dei bambini deciso dal Tribunale dei minori dell’Aquila: “Problemi risolti, decisione unilaterale”

famiglia nel boscoSecondo gli avvocati della cosiddetta “famiglia del bosco”, Marco Femminella e Danila Solinas, le condizioni che avevano portato il Tribunale per i minorenni dell’Aquila a disporre l’allontanamento dei tre figli sarebbero oggi completamente superate.

Dalla casa alla scuola, fino alla socializzazione e alle vaccinazioni, tutto sarebbe stato sistemato. Per questo, sostengono i legali, non ci sarebbe più alcuna ragione per mantenere i bambini lontani dai genitori né per aver disposto l’allontanamento della madre, Catherine Birmingham, dalla struttura che li ospita.

Il ricorso: “Decisione unilaterale e piena di stereotipi”

Nel ricorso presentato, un documento di 37 pagine, la difesa contesta duramente l’ordinanza del tribunale, definendola “unilaterale”.

Uno dei punti più critici riguarda il modo in cui la madre sarebbe stata descritta nelle relazioni degli assistenti sociali e dei responsabili della struttura. Secondo gli avvocati, Catherine Birmingham sarebbe stata rappresentata attraverso “stereotipi e sospetti”, con un paragone evocativo al Malleus Maleficarum, il trattato medievale sulla stregoneria.

I legali denunciano inoltre quella che definiscono una “gogna mediatica” nei confronti della loro assistita, ritenuta inaccettabile.

Le contestazioni sulle relazioni dopo l’allontanamento

Nel ricorso vengono messe in discussione anche le relazioni redatte successivamente all’allontanamento della madre dalla casa famiglia di Vasto.

Per la difesa, queste valutazioni non rispecchierebbero correttamente la situazione attuale e contribuirebbero a mantenere una decisione che, alla luce dei cambiamenti intervenuti, non sarebbe più giustificata.

La lettera della madre: “La natura protegge i bambini”

A rafforzare la propria posizione è intervenuta la stessa Catherine Birmingham, che ha scritto una lettera ai giudici per spiegare le sue scelte educative.

Nella sua visione, la crescita a contatto con la natura rappresenta un elemento positivo per la salute dei figli: vivere tra terra e animali, sostiene, li renderebbe più resistenti alle malattie, mentre un uso eccessivo di disinfettanti potrebbe indebolirli.

Una posizione che resta al centro del confronto tra famiglia, servizi sociali e magistratura, in un caso che continua a dividere l’opinione pubblica.

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