Crisi di Governo: fiducia risicata al Senato, Conte va avanti. Quirinale verso il via libera

di Mario Tosetti

La giornata più drammatica del Governo del Premier Giuseppe Conti si è chiusa con un risultato che non sancisce la fine di questa esperienza ma la lascia sul campo con una maggioranza debole. Il voto del Senato conferma infatti la fiducia al Governo Conte II con 156 voti favorevoli. I voti contrari sono 140, gli astenuti 16. Il risultato del voto viene salutato dalla maggioranza come uno scampato pericolo:  “Il Governo ottiene la fiducia anche al Senato – ha commentato il Premier Conte –  Ora l’obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L’Italia non ha un minuto da perdere. Subito al lavoro per superare l’emergenza sanitaria e la crisi economica. Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori”.

Dal Quirinale in tarda notte filtra una posizione di sostanziale via libera al Governo Conte. Dal Colle fanno infatti notare che il Governo tecnicamente è in grado di andare avanti e quindi non ha necessità di compiere passi formali, fermo restando che è probabile che il Presidente del Consiglio vada comunque al Quirinale per riferire e per confrontarsi con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dal Partito Democratico fanno filtrare messaggio di ottimismo: “Scongiurato il salto nel buio per l’Italia. C’è un governo che ha la fiducia nei due rami del Parlamento. Ora la priorità assoluta è stare vicino agli italiani: affrontare le emergenze e fare di tutto per garantire il rilancio dell’azione di governo”.

Di segno opposto le reazioni del Segretario di Italia Viva: “Oggi dovevano asfaltarci ma non hanno la maggioranza – ha detto Matteo Renzi a ‘Porta a Porta – è  evidente che da oggi saremo opposizione, visto che il presidente del Consiglio ha scelto di costituire un’altra maggioranza”.

Il centrodestra dal canto suo attacca il Governo denunciando la mancanza di una maggioranza adeguata ad affrontare la difficile crisi che sta attraversando il paese.  Dopo la fiducia del Senato, Antonio Taviani, Matteo Salvini e Giorgia Meloni  concordano sulla necessità di un intervento di Sergio Mattarella. “Ci rivolgeremo sicuramente al Colle – ha detto Salvini – se c’è un governo che non ha la maggioranza e passa il tempo a convincere, non voglio pensare con quali proposte, qualcuno a cambiare casacca, un governo che da oggi, se c’è, è ancora più debole, non credo che il garante della Costituzione potrà osservare questo scempio ancora a lungo”.

Dello stesso avviso la leader di Fratelli d’Italia, forse ancora più dura con la maggioranza. “La sinistra, che si considera al di sopra delle regole, ritiene che il presidente Mattarella, in questo caso, chiuderà un occhio – sostiene Meloni -, ma ho troppo rispetto del presidente Mattarella per crederlo, a maggior ragione in un momento come questo”. Forza Italia “chiede un incontro al capo dello Stato per valutare la situazione che si è venuta a creare”.

In una situazione così difficile, con una maggioranza risicata a variegata alle spalle del Premier è evidente che assumerà un peso altissimo, probabilmente decisivo, l’orientamento della Presidente della Repubblica che, come detto al momento sembra orientato a non forzare la mano e a lasciare questa maggioranza andare ancora avanti. Ma è evidente a tutti che il percorso è accidentato e che, nonostante Pd e Movimento 5 Stelle, cercheranno di rafforzare con “europeisti” e “centristi” vari l’azione della maggioranza, il futuro del Governo appare ancora molto precario.

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