di Aisha Harrison
Le autorità del regime hanno annunciato anche l’uccisione della figlia, del genero e del nipote della Guida Suprema Khamenei. Il regime nelle mani dei Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie, che hanno promesso una punizione severa per gli assassini
La seconda notte di tensione in Medio Oriente ha visto un’escalation senza precedenti dopo l’annuncio della morte della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. Teheran ha reagito immediatamente lanciando nell’ambito dell’operazione, denominata Truth Promise 4, una nuova ondata di missili e droni contro basi militari statunitensi e obiettivi israeliani nella regione, colpendo anche infrastrutture civili nei Paesi del Golfo. Manama, Doha e Dubai sono state scosse da forti esplosioni: nell’emirato di Dubai quattro persone sono rimaste ferite a seguito dei danni provocati dai droni al Burj Al Arab e al Fairmont The Palm. L’Iran ha dichiarato di aver preso di mira ben 27 basi americane e il quartier generale dell’esercito israeliano, oltre a complessi industriali della difesa a Tel Aviv.
In Israele, le sirene antiaeree hanno risuonato in diverse città, mentre l’esercito intercettava missili lanciati dall’Iran. Anche l’aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stato colpito, generando colonne di fumo nero che hanno avvolto le aree dove si trovano truppe statunitensi. L’azione militare ha avuto ripercussioni drammatiche anche a Minab, dove un attacco a una scuola ha provocato la morte di 108 studenti e oltre 700 feriti.
All’interno dell’Iran, la situazione è stata segnata da una tensione ancora più forte: oltre alla conferma della morte di Khamenei, le autorità hanno annunciato l’uccisione della figlia e del nipote della Guida Suprema. I Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie, hanno promesso una punizione severa per gli assassini e hanno annunciato l’inizio di un’offensiva feroce contro le basi americane e gli obiettivi israeliani. Teheran ha decretato 40 giorni di lutto e sette giorni di festa, mentre nuove esplosioni continuano a risuonare nella capitale. In alcune zone della città, alcune persone hanno celebrato la morte di Khamenei tra fuochi d’artificio e musica, mentre altri attendono le mosse successive dello Stato e delle Guardie rivoluzionarie.
Sul fronte internazionale, Donald Trump ha dichiarato che esistono “alcuni buoni candidati” per guidare l’Iran, lasciando intendere possibili scenari di successione, mentre Reza Pahlavi, erede dello scià deposto, ha parlato di un’“ora della liberazione vicina”, ringraziando gli Stati Uniti per l’operazione militare. Intanto, Israele ha lanciato nuovi attacchi contro i sistemi di difesa aerea iraniani, concentrandosi sui siti balistici e sulle infrastrutture di comando.
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