di Emilia Morelli
Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, leader del CJNG, è morto dopo un blitz dell’esercito a Jalisco. Scontri, vittime, voli cancellati e allerta internazionale
Il governo del Messico ha confermato la morte di Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto come “El Mencho”, capo del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG). L’operazione delle forze speciali è scattata a Tapalpa, nello Stato di Jalisco, a circa due ore da Guadalajara.
Durante il blitz, i militari sono stati colpiti da un intenso fuoco nemico. Quattro persone sono morte sul posto, mentre altre tre — tra cui lo stesso Oseguera Cervantes — sono rimaste gravemente ferite. Il boss sarebbe deceduto durante il trasporto aereo verso Città del Messico. Nell’operazione sono stati effettuati due arresti e sequestrate armi pesanti, inclusi veicoli blindati e lanciarazzi. Tre militari risultano feriti.
Reazione del governo e appello alla calma
La presidente Claudia Sheinbaum ha invitato la popolazione a mantenere la calma, sottolineando il coordinamento tra autorità federali e governi statali. Attraverso i social, ha ribadito che le attività proseguono regolarmente in gran parte del Paese, lodando l’Esercito, la Guardia Nazionale e il Gabinetto di Sicurezza per l’intervento.
La morte del leader del CJNG rappresenta uno dei colpi più duri inferti negli ultimi anni ai cartelli messicani, ma ha anche innescato una violenta reazione armata.
Jalisco nel caos: vittime e narcobloqueos
Dopo l’annuncio della morte di El Mencho, gruppi armati legati al cartello hanno messo in atto blocchi stradali con veicoli incendiati, la tattica dei cosiddetti narcobloqueos, per ostacolare l’avanzata delle forze di sicurezza.
Il bilancio provvisorio parla di almeno 26 morti, tra cui civili e 17 membri delle forze dell’ordine. Le autorità hanno inoltre arrestato 27 persone tra responsabili di violenze e saccheggi. Le tensioni hanno coinvolto anche aree limitrofe a Jalisco, generando un’ondata di paura e disordini.
Trasporti, scuole e sport: Paese paralizzato
Le ripercussioni hanno superato l’ambito strettamente militare. Diverse compagnie aeree nordamericane hanno cancellato voli verso località come Puerto Vallarta, Guadalajara e Manzanillo, mentre alcune scuole in vari distretti hanno sospeso le lezioni per motivi di sicurezza.
Anche il campionato di calcio messicano ha registrato lo stop di diverse partite, comprese gare femminili e un’amichevole internazionale. L’instabilità ha dunque colpito settori chiave della vita pubblica, dal turismo allo sport.
Allerta internazionale e frontiere sotto controllo
Le ambasciate di Stati Uniti e Canada hanno emesso avvisi urgenti per i propri cittadini, invitandoli a non uscire dalle abitazioni nelle aree considerate ad alto rischio. Anche il Guatemala ha rafforzato i controlli al confine.
La Farnesina, attraverso l’ambasciata italiana a Città del Messico, ha raccomandato ai connazionali di evitare spostamenti non essenziali e di attenersi alle indicazioni delle autorità locali.
Chi era El Mencho
Fondatore e guida storica del CJNG, Oseguera Cervantes aveva trasformato il cartello in una delle organizzazioni criminali più potenti e violente del continente. Sotto la sua leadership, il gruppo si è specializzato nel traffico di fentanyl e droghe sintetiche verso il mercato statunitense, adottando tattiche paramilitari e una struttura gerarchica rigida.
Prima di diventare uno dei narcotrafficanti più ricercati al mondo, aveva lavorato come poliziotto in Messico e scontato una pena negli Stati Uniti negli anni Novanta per traffico di stupefacenti. Con la sua morte si chiude un capitolo centrale del narcotraffico messicano, ma resta aperta l’incognita sulla futura leadership del CJNG e sulle possibili nuove ondate di violenza.
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