di Annachiara Mottola di Amato

 “Se succedesse qualcosa, andrei venerdì”, ha detto Trump in Qatar riferendosi a un suo possibile intervento ai negoziati in Turchia

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, oggi a Doha, ha dichiarato che potrebbe andare domani in Turchia se i negoziati tra Russia e Ucraina dovessero andare avanti. “Sapete, se succedesse qualcosa, andrei venerdì”, ha detto Trump in Qatar, il secondo Paese dove il tycoon ha fatto tappa nel suo tour nel Golfo. L’inizio delle trattative dirette tra delegazioni russa e  ucraina, inizialmente previsto per questa mattina presso il Palazzo Dolmabahce di Istanbul, è stato rinviato al pomeriggio su richiesta turca. Lo riferisce il ministero degli Esteri russo, citato dalla Tass.

La posizione di Putin

Il presidente russo Vladimir Putin intanto non raccoglie la sfida dell’omologo ucraino Zelensky e oggi non sarà a Istanbul per incontrarlo. Nelle prime trattative dirette tra Mosca e Kiev, la delegazione russa sarà guidata dal consigliere Medinsky, mentre la delegazione ucraina sarà guidata dal ministro degli Esteri Andreii Sybiha, dal ministro della Difesa Rustem Umerov, e dal capo ufficio presidenza Andrij Yermak. Disparità che portato il presidente ucraino a definire la delegazione russa ai negoziati di Istanbul “una farsa”. Alle sue parole ha risposto prontamente la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha definito Zelensky  “un clown, un fallito una persona dall’istruzione sconosciuta”.

Lavrov: “Zelensky pietoso a chiedere di vedere Putin”

Duro anche il commento del ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov che ha definito “pietoso” il presidente ucraino per la sua richiesta di incontrare Putin a Istanbul. “Zelensky ha fatto di dichiarazioni in cui chiedeva a Putin di venire personalmente. Beh, una persona patetica”, ha detto ancora Lavrov parlando ai diplomatici a Mosca.

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