di Redazione
Noi, ha detto la premieri, lavoriamo per una de-escalation e per tornare protagonista la diplomazia E sulla giustizia, “non si vota su di me”, “non mi dimetterò”.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, ha avvertito che intervenire nello Stretto di Hormuz «significa fare un passo in avanti verso il coinvolgimento», ribadendo che l’obiettivo resta «lavorare per una de-escalation» e «far tornare la diplomazia». Ha indicato come priorità «le basi militari italiane nel Golfo», definite «il primo problema» in questa fase, sottolineando che la presenza dei militari è stata ridotta «allo stretto necessario».
Sul referendum sulla giustizia ha chiarito che «non si vota sulla Meloni ma sulla giustizia» e che dimettersi «non avrebbe senso», attaccando il Partito Democratico accusato di cambiare posizione e di parlare di «fascismo» e «deriva illiberale». Difendendo la riforma, ha affermato che «consente ai magistrati bravi di fare carriera senza correnti», definite «uno strumento di potere», e ha sostenuto che maggiore responsabilità porterà a «una giustizia più efficiente» e a una riduzione dei risarcimenti per ingiusta detenzione.
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