di Redazione

“Non sono pronto a firmare alcun accordo per porre fine al conflitto”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump difende la scelta di allentare temporaneamente alcune sanzioni sul petrolio russo e rivendica la strategia energetica della Casa Bianca: garantire al mercato globale un’ampia disponibilità di greggio per contenere i prezzi. In un’intervista telefonica alla rete americana NBC News, Trump ha spiegato che la decisione di sospendere per un periodo limitato alcune restrizioni sulle esportazioni energetiche di Russia è legata all’impennata dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali. «Voglio che il mondo abbia petrolio. Voglio che il mondo abbia petrolio», ha ripetuto il presidente americano. Le sanzioni, introdotte quando Mosca invase Ucraina nel 2022, torneranno però – ha assicurato – una volta superata l’attuale fase di crisi.
Trump si è detto fiducioso anche sull’andamento dei prezzi dell’energia negli Stati Uniti. Secondo il presidente, il costo della benzina è destinato a scendere ulteriormente, soprattutto se il conflitto con Iran dovesse concludersi.«Penso che scenderanno ancora di più rispetto a prima, e io li avevo visti a livelli minimi storici», ha dichiarato, sostenendo che sul mercato globale esistono enormi quantità di petrolio e gas ancora non pienamente sfruttate. «C’è così tanto petrolio, così tanto gas… è un po’ tutto bloccato, ma sarà sbloccato molto presto». E alla domanda se il prezzo della benzina possa influenzare le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, Trump ha risposto con sicurezza: «Non sono affatto preoccupato».
Il presidente ha ribadito che la priorità della sua amministrazione resta impedire a Teheran di riaffermare la propria influenza nella regione. «L’unica cosa che voglio fare è assicurarmi che l’Iran non possa mai più essere il prepotente del Medio Oriente», ha affermato. Trump ha anche sostenuto che le capacità militari iraniane starebbero subendo un rapido ridimensionamento. Secondo il presidente americano, gran parte dei sistemi d’arma utilizzati da Teheran – in particolare missili e droni – sarebbe già stata neutralizzata. «Abbiamo distrutto la maggior parte dei loro missili, la maggior parte dei loro droni e gran parte della loro produzione», ha detto. «Entro due giorni sarà tutto completamente annientato».
Nonostante alcuni segnali di disponibilità da parte di Teheran, Trump ha chiarito di non essere ancora pronto a firmare un accordo per porre fine al conflitto. «Non sono ancora pronto perché i termini non sono abbastanza buoni», ha spiegato, senza entrare nei dettagli delle condizioni richieste dagli Stati Uniti.
Il presidente americano ha infine sollevato dubbi anche sulla sorte della nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, che non è ancora apparsa pubblicamente dopo la sua nomina. «Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo», ha dichiarato Trump. «Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi».Trump ha tuttavia ammesso che si tratta al momento soltanto di «una voce di corridoio», in un contesto di forte incertezza e tensione internazionale.
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