di Aisha Harrison

L’annuncio è comparso sul sito del Dipartimento di Stato e riguarda figure chiave dell’apparato di sicurezza iraniano collegate all’Islamic Revolutionary Guard Corps, il potente corpo militare nato dopo la rivoluzione per difendere il sistema teocratico sciita.

Una taglia da dieci milioni di dollari sui vertici della Repubblica islamica. Washington aoffre una ricompensa per informazioni sul nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei, e su altri nove alti funzionari militari e dell’intelligence legati ai Pasdaran. L’annuncio è comparso sul sito del Dipartimento di Stato e riguarda figure chiave dell’apparato di sicurezza iraniano collegate all’Islamic Revolutionary Guard Corps, il potente corpo militare nato dopo la rivoluzione per difendere il sistema teocratico sciita.

Mojtaba Khamenei ha assunto la guida della Repubblica islamica dopo la morte del padre, Ali Khamenei, ucciso insieme ad altri alti dirigenti iraniani nei raid congiunti statunitensi e israeliani iniziati il 28 febbraio. Ma da allora non è mai apparso in pubblico anche se giovedì ha diffuso una dichiarazione che è stata letta alla televisione di stato. Secondo  fonti ben informate il nuovo auatollah  sarebbe infatti rimasto ferito negli attacchi. 

Nella lista diffusa da Washington compaiono anche figure centrali dell’apparato di sicurezza iraniano. Tra queste il capo della sicurezza nazionale Ali Larijani, il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib e il ministro dell’Interno Eskandar Momeni. Nel mirino degli Stati Uniti figurano inoltre due funzionari dell’ufficio del leader supremo e altri quattro dirigenti dei Pasdaran, tra cui il comandante del corpo e il segretario del Consiglio della Difesa, anche se i loro nomi non sono stati resi pubblici.

Secondo il Dipartimento di Stato si tratterebbe di figure chiave che “comandano e dirigono elementi dell’IRGC che pianificano e realizzano operazioni terroristiche in tutto il mondo”. Gli Stati Uniti hanno infatti inserito i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere, accusandoli di essere responsabili di attacchi che hanno provocato la morte di cittadini americani.

Washington sostiene inoltre che Teheran abbia tentato di organizzare complotti per assassinare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e altri funzionari americani come rappresaglia per l’uccisione nel 2020 del generale Qassem Soleimani.

Le autorità iraniane respingono le accuse e negano di finanziare  il terrorismo internazionale, sostenendo che Washington stia cercando in questo modo di  giustificare sanzioni e campagne di pressione contro la Repubblica islamica.Intanto il capo della sicurezza nazionale Ali Larijani è apparso venerdì a Teheran in  alcuni video verificati mentre partecipava a una manifestazione pubblica accanto al presidente Masoud Pezeshkian e al ministro degli Esteri Abbas Aragchi. Una presenza che contraddice l’affermazione del segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, secondo cui la leadership iraniana si troverebbe nascosta. 

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