di Corinna Pindaro

Il ministro Giuli chiede di esaminare il dossier sul Padiglione russo alla Biennale di Venezia per verificare il rispetto delle sanzioni contro Mosca

RUSSIA BIENNALELa polemica sulla presenza della Russia alla Biennale Arte di Venezia si sposta anche sul piano legale.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha chiesto con urgenza di esaminare il dossier relativo al Padiglione russo per verificare se le modalità di allestimento e gestione siano compatibili con il regime di sanzioni occidentali contro Mosca.

L’obiettivo è capire se le restrizioni imposte alla Russia possano essere state aggirate attraverso la partecipazione alla manifestazione culturale veneziana.

La richiesta dei documenti alla Biennale

Per chiarire la situazione, il ministero ha chiesto alla Fondazione La Biennale di Venezia copia integrale della corrispondenza intercorsa tra l’istituzione e le autorità russe.

Non è escluso che possano essere inviati anche ispettori a Venezia per verificare i dettagli della vicenda e accertare eventuali responsabilità nell’elusione delle norme restrittive.

La questione è particolarmente delicata per il governo italiano, che rischia di trovarsi al centro di un caso diplomatico mentre continua il conflitto tra Russia e Ucraina.

Il contatto con Kiev

Nel frattempo Giuli ha avuto una telefonata con la vicepremier e ministra ucraina della Cultura Tetyana Berezhna.

Secondo quanto riferito dal ministero, il colloquio si sarebbe svolto in toni cordiali. Berezhna avrebbe espresso gratitudine all’Italia per il sostegno a Ucraina e invitato il ministro italiano a Leopoli per la seconda conferenza internazionale sulla tutela dei beni culturali ucraini.

La reazione di Buttafuoco

Il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha però respinto le pressioni politiche che arrivano dall’Italia e dall’Europa.

«Io ho un ruolo istituzionale, quindi non facciamo scherzetti», ha dichiarato commentando le polemiche sulla partecipazione russa.

Buttafuoco ha inoltre spiegato di aver già avviato iniziative culturali dedicate anche ai dissidenti russi all’interno della prossima edizione della manifestazione.

Spazio anche ai dissidenti russi

In una lettera al quotidiano Il Foglio, Buttafuoco ha annunciato due progetti culturali già in preparazione.

Il primo riguarda un’iniziativa dedicata al cinquantenario della Biennale del Dissenso, promossa negli anni Settanta da Carlo Ripa di Meana, che ospiterà dissidenti provenienti da diversi Paesi, tra cui Russia, Stati Uniti, Israele, Cina e Unione europea.

Il secondo progetto prevede un ciclo di incontri dedicati al pensiero di Pavel Florenskij, figura centrale della cultura russa del Novecento.

Il caso resta politico e internazionale

La vicenda della partecipazione russa alla Biennale si è ormai trasformata in un caso politico internazionale.

Da un lato il governo italiano e diversi Paesi europei temono che la presenza di Mosca possa trasformarsi in uno strumento di propaganda. Dall’altro, la presidenza della Biennale difende il principio secondo cui l’arte non dovrebbe essere soggetta a censura politica.

La decisione finale sulla presenza russa alla manifestazione che aprirà a maggio resta quindi ancora aperta.

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