di Carlo Longo

La Russia protesta con Francia e Regno Unito per l’attacco ucraino a Bryansk. Zelensky a Parigi: revocare le sanzioni a Mosca «non favorisce la pace»

russiaLa Russia ha convocato gli ambasciatori di Regno Unito e Francia presso il ministero degli Esteri per protestare contro un attacco ucraino nella regione russa di Bryansk.

Secondo le autorità locali, il bombardamento avrebbe provocato otto morti e quaranta feriti. Mosca sostiene che l’attacco sia stato effettuato con missili Storm Shadow e Scalp forniti all’Ucraina.

Il ministero degli Esteri russo, citato dall’agenzia Ria Novosti, ha chiesto a Parigi e Londra di esprimere «una condanna inequivocabile dell’attacco terroristico delle forze armate ucraine su Bryansk». Un eventuale rifiuto, ha aggiunto Mosca, verrebbe interpretato come un segnale di «solidarietà con metodi terroristici».

Zelensky a Parigi: «Revoca delle sanzioni non favorisce la pace»

Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato a Parigi per incontrare il presidente francese Emmanuel Macron.

Al centro dei colloqui c’è stato il rafforzamento della pressione internazionale sulla Russia e il coordinamento tra alleati occidentali. Zelensky ha criticato apertamente l’ipotesi di allentare le sanzioni contro Mosca.

Secondo il presidente ucraino, anche una revoca temporanea delle restrizioni economiche «rafforzerebbe la posizione della Russia». Zelensky ha spiegato che maggiori entrate per Mosca significherebbero più risorse per finanziare la guerra e per sostenere operazioni militari anche in altre aree di crisi.

A suo avviso, un eventuale allentamento delle sanzioni statunitensi potrebbe fornire alla Russia circa 10 miliardi di dollari da destinare allo sforzo bellico.

Macron: «Nessuno sconto alla Russia»

Durante l’incontro con Zelensky, Macron ha ribadito che l’Europa non intende allentare la pressione su Mosca, nonostante l’attenzione internazionale sia concentrata anche sulla guerra in Medio Oriente.

Il presidente francese ha dichiarato che l’aumento dei prezzi del petrolio non deve in alcun modo portare a una revisione della politica di sanzioni contro la Russia. Questa linea, ha sottolineato, è condivisa dal G7 ed è la posizione comune di Francia ed Europa.

Macron ha inoltre assicurato che il prestito da 90 miliardi di euro promesso dall’Unione Europea a favore dell’Ucraina sarà mantenuto, nonostante le difficoltà legate al blocco dei versamenti da parte dell’Ungheria.

Budapest ha infatti chiesto a Kiev di riaprire il transito del petrolio russo verso il proprio territorio attraverso l’oleodotto Oleodotto Druzhba, danneggiato secondo le autorità ucraine da un attacco russo.

Kiev: «Accordi per rafforzare la difesa»

Al termine dell’incontro con Macron, Zelensky ha espresso soddisfazione per i risultati dei colloqui e ha ringraziato la Francia per il sostegno militare fornito durante il conflitto.

Il presidente ucraino ha spiegato che sono state individuate «soluzioni specifiche» per rafforzare la difesa del Paese, in particolare per quanto riguarda la difesa aerea e l’aviazione da combattimento.

Secondo Zelensky, i progetti bilaterali e i programmi europei di cooperazione sulla sicurezza rappresentano un potenziale significativo per rafforzare non solo l’Ucraina ma anche l’intera Europa.

Sul campo: la Russia lancia 127 droni

Intanto i combattimenti continuano. Nella notte tra il 12 e il 13 marzo la Russia ha lanciato 127 droni d’attacco contro l’Ucraina, secondo quanto riferito dall’aviazione militare di Kiev.

Oltre 80 dei velivoli senza pilota sarebbero stati del tipo Shahed drones. Le forze ucraine affermano di aver abbattuto o neutralizzato 117 droni.

Le autorità hanno segnalato diversi impatti su infrastrutture e la caduta di detriti in varie zone del Paese.

La Turchia pronta a ospitare nuovi negoziati

Sul fronte diplomatico, la Turchia ha comunicato la propria disponibilità a ospitare nuovi colloqui tra le parti coinvolte nel conflitto.

Una fonte diplomatica ha spiegato che Ankara è pronta a offrire una piattaforma per negoziati finalizzati a una soluzione politica della guerra. Tuttavia, ha precisato che saranno le parti direttamente coinvolte a decidere luogo e data degli eventuali incontri.

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