di Redazione

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein accusa la premier Giorgia Meloni di agire senza coinvolgere le opposizioni. La presidente del Consiglio replica parlando di insulti ricevuti dopo il suo appello all’unità

Continua il confronto a distanza tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sul tema della collaborazione tra governo e opposizioni nella gestione della crisi internazionale. Intervenendo a Sky, Schlein ha sostenuto che la premier starebbe procedendo senza cercare un reale coinvolgimento delle forze di opposizione. La leader dem ha ricordato di aver contattato personalmente Meloni già nel mese di giugno per aprire un canale di confronto, ribadendo che il Partito Democratico resta disponibile al dialogo.

Secondo Schlein, tuttavia, questo confronto non si sarebbe mai concretizzato. “Dall’inizio del conflitto non mi ha chiamata”, ha dichiarato, aggiungendo che l’apertura mostrata nelle scorse ore dal governo sarebbe durata poco. La segretaria ha inoltre ricordato che il capogruppo del PD al Senato, Francesco Boccia, aveva immediatamente manifestato la disponibilità delle opposizioni a partecipare a un eventuale tavolo di confronto.

Schlein ha anche criticato l’intervento della presidente del Consiglio alla Camera, sostenendo che durante la replica Meloni avrebbe rivolto alle opposizioni un attacco particolarmente duro. “Noi quando veniamo chiamati rispondiamo sempre”, ha insistito la leader del Partito Democratico, invitando la premier a “mettere da parte la clava” nel confronto politico.

Alle dichiarazioni della segretaria dem ha risposto la stessa Meloni con una nota ufficiale, nella quale ha voluto chiarire la propria posizione e ricostruire quanto avvenuto in Parlamento. La premier ha affermato che il suo intervento in aula era stato un invito “sincero e pubblico” al dialogo e alla collaborazione tra le forze politiche.

Secondo Meloni, tuttavia, la risposta ricevuta da alcuni esponenti dell’opposizione sarebbe stata caratterizzata da attacchi personali e toni offensivi. Nella nota la presidente del Consiglio cita alcune espressioni utilizzate nei suoi confronti, tra cui “serva”, “ridicola”, “imbarazzante” e “pericolo per l’umanità”, sostenendo che questi atteggiamenti siano lontani da un confronto costruttivo.

La premier ha inoltre respinto l’accusa di aver usato toni aggressivi nel suo intervento alla Camera, spiegando di essersi limitata a chiedere alle opposizioni di chiarire la differenza tra le posizioni che sostengono oggi e quelle che avevano quando si trovavano al governo. Meloni ha quindi ribadito che il suo invito al dialogo resta valido. Se le opposizioni intendono davvero collaborare, ha aggiunto, il governo è pronto ad aprire un tavolo di confronto nell’interesse del Paese.

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