di Redazione
Nessun Paese ha votato contro. Russia e Cina hanno scelto di astenersi, evitando tuttavia di esercitare il diritto di veto che avrebbe potuto bloccare il testo.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che condanna gli attacchi dell’Iran contro i Paesi del Golfo e la Giordania, chiedendo a Teheran di porre immediatamente fine alle ostilità. La decisione, approvata con una larghissima maggioranza, segna uno dei momenti diplomatici più significativi dall’inizio dell’escalation militare nella regione.La risoluzione, promossa dai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), ha ottenuto il voto favorevole di tredici dei quindici membri del Consiglio di Sicurezza. Nessun Paese ha votato contro. Russia e Cina hanno scelto di astenersi, evitando tuttavia di esercitare il diritto di veto che avrebbe potuto bloccare il testo.
Il documento ha ricevuto un sostegno internazionale senza precedenti: ben 135 Stati membri delle Nazioni Unite lo hanno co-sponsorizzato, un numero che secondo osservatori diplomatici potrebbe rappresentare il più alto mai registrato per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza.La risoluzione condanna esplicitamente gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo e la Giordania e chiede la cessazione immediata delle operazioni militari. Il testo deplora inoltre il bombardamento di infrastrutture civili strategiche nella regione, tra cui porti e impianti energetici, sottolineando il rischio di destabilizzazione dell’intero Medio Oriente.
Con l’adozione del provvedimento, il Consiglio di Sicurezza afferma un principio giuridico chiaro: la risoluzione entra a far parte del quadro del diritto internazionale e rappresenta quindi un obbligo politico e diplomatico per le parti coinvolte. Resta tuttavia aperto l’interrogativo se l’Iran deciderà di rispettarla nelle prossime ore e nei prossimi giorni.Subito dopo il voto, l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, ha preso la parola davanti al Consiglio esprimendo «profondo rammarico» per l’approvazione del testo. Secondo il diplomatico, si tratta di «un giorno profondamente deplorevole per il Consiglio di Sicurezza e per la comunità internazionale».
Iravani ha accusato il Consiglio di aver abusato del proprio mandato e ha denunciato quella che ha definito «la guerra barbarica degli Stati Uniti contro il popolo iraniano», sostenendo che Washington sarebbe responsabile dell’inizio del conflitto. Nel suo intervento ha anche fatto riferimento all’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, attribuita agli attacchi statunitensi.Secondo la ricostruzione fornita da Teheran, dal 28 febbraio – data di avvio delle operazioni militari da parte degli Stati Uniti e di Israele – sarebbero stati uccisi più di 1.348 civili e oltre 17.000 sarebbero rimasti feriti. L’ambasciatore iraniano ha inoltre denunciato la distruzione o il danneggiamento di oltre 19.000 siti civili, tra cui abitazioni e ospedali, citando tra gli episodi più gravi il «massacro di 170 studentesse a Minab».
Anche Mosca ha espresso forti riserve sulla risoluzione. L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, ha spiegato che la Russia si è astenuta perché il testo sarebbe «estremamente sbilanciato» e non contribuirebbe realmente alla tutela della pace e della sicurezza internazionale. Il diplomatico ha tuttavia sottolineato che Mosca considera «inaccettabili» gli attacchi contro infrastrutture civili degli Stati arabi del Golfo.
Sulla stessa linea la posizione cinese. L’ambasciatore Zhang Jun ha dichiarato davanti al Consiglio che il conflitto in corso «non ha né legittimità né base giuridica» e ha invitato Stati Uniti e Israele a cessare immediatamente le operazioni militari per evitare un ulteriore deterioramento della situazione regionale. Nel corso della stessa giornata il Consiglio di Sicurezza ha votato anche una seconda bozza di risoluzione presentata dalla Russia, che chiedeva a tutte le parti coinvolte di cessare le operazioni militari in Medio Oriente. Il testo non ha però ottenuto i voti necessari per essere approvato.
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