di Emilia Morelli
L’Agenzia internazionale per l’energia rilascia 400 milioni di barili dalle riserve strategiche per stabilizzare i mercati dopo la guerra in Medio Oriente
I 32 Paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia hanno deciso all’unanimità di immettere sul mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche per contrastare le turbolenze energetiche causate dalla guerra in Medio Oriente.
Si tratta della più grande operazione di emergenza mai realizzata dall’agenzia: il volume è più del doppio dei 182 milioni di barili rilasciati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, ha spiegato che l’intervento è stato deciso per stabilizzare i mercati e attenuare gli effetti immediati della crisi energetica.
Birol: «Mercati globali, risposta globale»
Secondo Birol, le tensioni sui mercati petroliferi richiedono una risposta coordinata tra i principali Paesi industrializzati.
«L’Agenzia continuerà a monitorare da vicino i mercati globali del petrolio e del gas e a fornire raccomandazioni ai governi», ha dichiarato il direttore dell’organizzazione.
L’operazione è pensata per mitigare gli effetti immediati delle perturbazioni dell’offerta, ma l’Aie sottolinea che la vera soluzione passa dal ripristino dei flussi energetici nella regione.
«L’elemento più importante per tornare a flussi stabili di petrolio e gas resta la ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz», ha spiegato Birol.
Hormuz: un passaggio chiave per il petrolio mondiale
Il conflitto in Iran ha infatti ridotto drasticamente il traffico energetico attraverso lo stretto, uno dei corridoi marittimi più importanti al mondo.
Nel 2025 attraverso Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili al giorno tra petrolio e prodotti raffinati, pari a circa il 25% del commercio mondiale di greggio via mare.
Con la guerra, i flussi sono scesi a meno del 10% dei livelli precedenti, costringendo molti operatori petroliferi della regione a fermare o ridurre la produzione.
Le alternative logistiche per aggirare lo stretto restano molto limitate.
Oltre 1,2 miliardi di barili nelle riserve strategiche
I Paesi membri dell’Aie dispongono complessivamente di oltre 1,2 miliardi di barili di riserve strategiche, a cui si aggiungono circa 600 milioni di barili di scorte industriali detenute su obbligo governativo.
Il rilascio coordinato deciso ora rappresenta la sesta operazione nella storia dell’Agenzia, fondata nel 1974.
Interventi simili erano stati effettuati nel:
- 1991 durante la guerra del Golfo
- 2005 dopo l’uragano Katrina
- 2011 durante la crisi libica
- due volte nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina
Meloni: «Il volume più grande mai concordato»
La decisione dell’Aie è stata commentata anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta alla Camera.
La premier ha definito i 400 milioni di barili «il volume più corposo mai concordato come misura di mitigazione» per affrontare una crisi energetica.
Meloni ha inoltre ricordato che durante la pausa dei lavori parlamentari si è svolta una riunione del G7 per discutere della crisi in Medio Oriente e delle sue conseguenze economiche.
L’Italia ha anche proposto un incontro del G7 con i Paesi del Golfo per rafforzare la cooperazione nella regione.
Macron e l’Ue: serve cooperazione globale
Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha commentato la decisione, spiegando che i 400 milioni di barili equivalgono «a circa 20 giorni di esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz».
Il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen ha accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando che in una fase di forte instabilità «unità e cooperazione globale sono essenziali».
La misura rappresenta quindi un tentativo di stabilizzare i mercati energetici globali mentre il conflitto in Medio Oriente continua a minacciare una delle principali arterie petrolifere del pianeta.
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