di Carlo Longo

La guerra in Medio Oriente fa impennare i prezzi dei voli: cancellazioni di rotte e carburante alle stelle spingono i biglietti fino a 17mila euro

ryan airLa guerra in Medio Oriente sta travolgendo anche il settore del trasporto aereo, con effetti immediati sui prezzi dei biglietti. Oggi un volo in business class da Milano a Sydney può arrivare a costare oltre 17mila euro.

È il prezzo segnalato sul portale della compagnia Cathay Pacific: 16.815 euro per un viaggio con scalo a Hong Kong. Anche scegliendo la classe economica il risparmio è limitato, intorno ai 1.500 euro.

Secondo il quotidiano The Guardian, su alcune rotte tra Europa e Australia i prezzi hanno superato le 20mila sterline pur di evitare il passaggio nello spazio aereo del Golfo Persico, dove la situazione operativa è diventata estremamente instabile.

Oltre 43mila voli cancellati in Medio Oriente

Il primo fattore che ha scatenato l’impennata dei prezzi è la massiccia cancellazione dei voli nell’area del conflitto.

Secondo i dati della società di analisi aeronautica Cirium, tra il 28 febbraio e il 10 marzo sono stati cancellati oltre 43mila voli tra arrivi e partenze nel Medio Oriente.

La conseguenza è un’improvvisa esplosione della domanda sulle rotte alternative. In condizioni normali compagnie come Emirates, Qatar Airways ed Etihad Airways gestiscono circa un terzo dei passeggeri tra Europa e Asia e oltre la metà dei collegamenti tra Europa e Australia e Nuova Zelanda.

Con la crisi, questo equilibrio si è improvvisamente spezzato.

Il jet fuel raddoppia: carburante fino a 200 dollari al barile

Il secondo elemento che sta spingendo verso l’alto i prezzi è l’aumento vertiginoso del carburante per aerei.

Il jet fuel, già intorno agli 85-90 dollari al barile prima degli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran, potrebbe ora raggiungere i 150-200 dollari secondo le stime della compagnia Air New Zealand.

Secondo Subhas Menon, quando il prezzo del petrolio aumenta del 20%, il carburante per jet cresce ancora di più perché è più scarso e più difficile da reperire.

Non a caso diverse compagnie hanno già sospeso o rivisto le previsioni economiche per il 2026.

Supplementi e rincari sui biglietti

Le compagnie aeree stanno reagendo introducendo nuovi supplementi sui biglietti.

La compagnia Air India ha annunciato che dal 12 marzo applicherà un sovrapprezzo sui voli: circa 4 dollari sulle tratte domestiche e regionali, ma fino a 25 dollari per l’Europa e 50 dollari per Nord America e Australia.

Anche il CEO di Cathay Pacific, Ronald Lam, ha parlato di “drastici cambiamenti” dovuti alla crisi.

Secondo Lam, già a marzo i costi del carburante per la compagnia sono raddoppiati e presto verrà annunciato un aumento generalizzato delle tariffe.

I prezzi dei voli triplicano in pochi giorni

L’impatto per i passeggeri è già evidente.

Secondo i dati di Google Flights riportati da Reuters, il prezzo di un volo diretto da Seul a Londra con Korean Air è salito a 4.359 dollari rispetto ai 564 dollari di una settimana prima.

Anche altre tratte mostrano rincari significativi:

  • Newark–Quebec City con Air Canada: da circa 500 a quasi 1.500 dollari

  • Los Angeles–Lima con LATAM Airlines: da 499 a oltre 2.100 dollari

Il rischio: meno viaggi e domanda in calo

Secondo Lorraine Tan, il rischio ora è che la domanda di viaggi inizi a diminuire.

I viaggiatori per turismo potrebbero rinunciare a spostarsi a causa dei prezzi proibitivi, mentre molte aziende stanno già riducendo i viaggi di lavoro per via dell’incertezza economica.

Per le compagnie aeree la situazione è quindi delicata: da un lato i costi stanno esplodendo, dall’altro la domanda rischia di rallentare proprio nel momento in cui il settore stava tornando ai livelli pre-pandemia.

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