di Ennio Bassi
L’incarico, della durata di quattro anni, inizierà a ottobre. La decisione arriva dopo mesi di proteste dei lavoratori del teatro, che contestano il curriculum della direttrice e le possibili implicazioni politiche della scelta
Il Consiglio d’Indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia ha approvato la nomina di Beatrice Venezi alla guida musicale dell’orchestra del prestigioso teatro lirico. La decisione è stata presa nel corso della riunione presieduta dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ricopre anche il ruolo di presidente della Fondazione.
Come indicato nel comunicato ufficiale, il Consiglio ha espresso parere favorevole sia alla nomina della direttrice d’orchestra sia alla relazione presentata dal sovrintendente Nicola Colabianchi, autore della proposta. L’incarico avrà una durata di quattro anni e diventerà operativo a partire dal prossimo mese di ottobre.
La designazione di Venezi era stata annunciata lo scorso 22 settembre dallo stesso Colabianchi e aveva immediatamente provocato la reazione delle maestranze del teatro. Gli orchestrali e altri lavoratori della Fenice hanno proclamato lo stato di agitazione, organizzando nei mesi successivi proteste, assemblee, cortei e scioperi.
Secondo le organizzazioni sindacali e la rappresentanza sindacale unitaria del teatro, la contestazione non riguarda la persona della direttrice, ma la valutazione del suo percorso professionale, ritenuto non adeguato al livello e alla tradizione del teatro veneziano. I rappresentanti dei lavoratori hanno inoltre espresso preoccupazioni per le possibili implicazioni politiche legate alla nomina.
Nel corso della riunione del Consiglio d’Indirizzo, il sovrintendente Colabianchi ha illustrato le ragioni della sua scelta. Nella relazione presentata ai membri dell’organo di governo della Fondazione, ha ricordato innanzitutto che la normativa sulle fondazioni lirico-sinfoniche attribuisce al sovrintendente la competenza esclusiva nella nomina del direttore musicale. Nonostante ciò, ha spiegato di aver ritenuto opportuno condividere le motivazioni della decisione con il Consiglio, anche alla luce dell’attenzione mediatica suscitata dalla vicenda.
Colabianchi ha sottolineato che la guida delle grandi istituzioni musicali richiede scelte fondate su competenza, responsabilità e visione artistica, piuttosto che su consuetudini o equilibri consolidati. In questa prospettiva, la nomina di Venezi viene interpretata come un investimento sul futuro del teatro e come una scelta orientata a favorire il rinnovamento generazionale.
Il sovrintendente ha inoltre ricordato come la Fenice, nel corso della sua storia, abbia spesso accolto innovazioni musicali e nuove figure artistiche, assumendosi il rischio di sostenere percorsi non ancora consolidati. La decisione di affidare la direzione musicale a una direttrice relativamente giovane, ha spiegato, si inserisce proprio in questa tradizione di apertura e sperimentazione.
Nel suo intervento Colabianchi ha anche richiamato il curriculum professionale di Venezi, attualmente direttore principale ospite del Teatro Colón di Buenos Aires. In passato ha ricoperto incarichi come direttore principale ospite dell’Orchestra della Toscana e del Festival Puccini di Torre del Lago, oltre a essere stata direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte al Teatro Antico di Taormina. Tra il 2019 e il 2022 ha inoltre fatto parte della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio per la Cultura e ha ricoperto il ruolo di consigliera per la musica del Ministero della Cultura tra il 2022 e il 2024.
Dal punto di vista artistico, Colabianchi ha descritto il profilo della direttrice come fondato su una solida formazione, caratterizzata da un lavoro rigoroso sulla partitura e da particolare attenzione all’equilibrio orchestrale, all’articolazione formale e al rapporto tra orchestra e palcoscenico. Un approccio che, secondo il sovrintendente, si inserisce pienamente nella tradizione direttoriale italiana ed europea, con una particolare sensibilità verso il repertorio operistico.
Un ulteriore elemento della scelta riguarda la dimensione istituzionale del ruolo. Il direttore musicale, ha spiegato Colabianchi, non è solo un interprete sul podio, ma una figura chiamata a contribuire alla definizione dell’indirizzo artistico del teatro, al dialogo con le strutture interne e alla rappresentanza dell’immagine dell’istituzione nel contesto internazionale.
Infine, tra le motivazioni citate vi è anche la capacità di dialogare con nuovi pubblici e di contribuire al rinnovamento generazionale degli spettatori della musica classica. In questa prospettiva, la nomina di Venezi viene presentata come parte di una strategia volta a coniugare la tutela del grande repertorio con l’apertura a nuove forme di comunicazione culturale.
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