di Mario Tosetti
Sergio Mattarella mette in guardia dal rischio di una “tirannide cesarista” durante una lectio magistralis a Firenze. Richiamo alla difesa della democrazia e del multilateralismo
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un forte monito contro i rischi di regressione democratica nel mondo.
Durante una lectio magistralis a Firenze, tenuta dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in Politica, istituzioni e mercato dalla Scuola di Scienze Politiche Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri, il capo dello Stato ha invitato a difendere i valori democratici e a non sottovalutare i segnali di indebolimento delle istituzioni.
«Non lasciamo che si realizzi una simile regressione», ha affermato Mattarella, riferendosi al rischio di una deriva autoritaria che potrebbe mettere in discussione i principi delle democrazie liberali.
Il richiamo a Tocqueville e al rischio autoritario
Nel passaggio finale del suo intervento, Mattarella ha citato un testo del politologo Silvano Tosi che, nel 1957, commentando l’opera La democrazia in America di Alexis de Tocqueville, parlava del possibile futuro delle democrazie.
Secondo quella riflessione, il mondo potrebbe oscillare tra due modelli opposti: la libertà democratica e quella che veniva definita una “tirannide cesarista”.
Per Mattarella quelle parole risultano oggi particolarmente attuali, alla luce dell’emergere di nuovi leader autoritari e delle tensioni geopolitiche che stanno attraversando il sistema internazionale.
Standing ovation al Teatro del Maggio fiorentino
L’intervento del presidente si è svolto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dove il pubblico ha accolto le sue parole con una lunga standing ovation.
Nel suo discorso Mattarella ha ricordato anche la storia della Scuola Cesare Alfieri, che nel corso del tempo ha formato figure centrali della vita politica e culturale italiana, come Sandro Pertini, il giornalista Indro Montanelli e il sindacalista Luciano Lama.
Il presidente ha inoltre citato l’economista Mario Draghi, che a Firenze ebbe la sua prima cattedra universitaria.
Il ricordo di Ezio Tarantelli
Durante la lectio Mattarella ha ricordato anche Ezio Tarantelli, docente universitario ucciso nel 1985 dalle Brigate Rosse.
La citazione del suo nome ha suscitato un lungo applauso da parte della sala, in memoria di una figura simbolo della difesa delle istituzioni democratiche negli anni del terrorismo.
L’allarme sul declino del multilateralismo
Nel suo intervento il capo dello Stato ha poi allargato lo sguardo allo scenario internazionale, segnato da numerosi conflitti e da crescenti tensioni geopolitiche.
Secondo Mattarella, oggi si registra una crescente tendenza da parte di alcuni attori globali ad agire al di fuori degli organismi sovranazionali, mettendo in discussione il sistema di cooperazione internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale.
Il presidente ha parlato di un’erosione del multilateralismo e del diritto internazionale, due pilastri che per decenni hanno contribuito alla stabilità globale.
“Le sfide rivoluzionarie mettono alla prova le istituzioni”
Il capo dello Stato ha infine sottolineato come le trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche stiano esercitando una forte pressione sulle istituzioni democratiche.
«Le sfide rivoluzionarie impattano sugli ambiti istituzionali», ha spiegato Mattarella, ricordando però che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi.
Il messaggio finale è stato quindi un invito alla responsabilità collettiva: difendere la democrazia, rafforzare le istituzioni e preservare il sistema internazionale basato sulle regole.
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