di Emilia Morelli

L’Unione Europea chiede di fermare l’escalation della guerra in Iran. Antonio Costa avverte: il conflitto destabilizza il Medio Oriente e favorisce la Russia

unione europeaL’Unione Europea prende le distanze dall’escalation militare in Iran e invita a fermare il conflitto. A esprimere la linea delle istituzioni europee è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, intervenuto alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue.

Costa ha ribadito che Bruxelles sostiene il popolo iraniano e il suo diritto a vivere in pace e a scegliere il proprio futuro, ma ha sottolineato che la libertà e i diritti umani non possono essere imposti con la forza delle armi.

Secondo il presidente del Consiglio europeo, l’escalation militare rischia di destabilizzare non solo il Medio Oriente ma anche l’Europa, con conseguenze economiche e geopolitiche significative.

L’Ue chiede di evitare un’ulteriore escalation

Nel suo intervento Costa ha insistito sulla necessità di ridurre immediatamente le tensioni e di riportare il confronto sul piano diplomatico. Per l’Unione Europea la priorità resta la protezione dei civili, la sicurezza degli impianti nucleari e il rispetto del diritto internazionale.

Il presidente del Consiglio europeo ha avvertito che un allargamento del conflitto avrebbe effetti globali, con ripercussioni sulla stabilità politica, sui mercati energetici e sulla sicurezza internazionale.

Le parole di Costa rappresentano una delle prese di posizione più critiche espresse finora da un vertice europeo rispetto all’operazione militare avviata da Stati Uniti e Israele contro Teheran.

Le diverse sensibilità politiche dentro l’Europa

Il dibattito sulla guerra in Iran evidenzia anche alcune differenze politiche all’interno delle istituzioni europee. Costa, ex premier portoghese ed esponente della famiglia socialista europea, ha adottato un tono più prudente rispetto ad altri leader dell’Unione.

Tra questi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che nei primi giorni della crisi aveva espresso posizioni considerate da alcuni osservatori più vicine alle scelte degli Stati Uniti.

Nel campo socialista europeo, invece, il premier spagnolo Pedro Sanchez è diventato uno dei principali punti di riferimento per le posizioni più critiche verso l’intervento militare. Madrid ha infatti rifiutato l’utilizzo delle basi americane sul proprio territorio per operazioni di supporto alla guerra.

Per l’Ue la guerra favorisce la Russia

Costa ha anche evidenziato le conseguenze geopolitiche del conflitto, sostenendo che la guerra in Iran rischia di rafforzare indirettamente la posizione della Russia.

Secondo il presidente del Consiglio europeo, l’aumento dei prezzi dell’energia offre nuove risorse finanziarie a Mosca, utili a sostenere la guerra contro l’Ucraina. Inoltre, l’attenzione internazionale concentrata sul Medio Oriente riduce la pressione politica e militare sul fronte ucraino.

In questo scenario, il presidente russo Vladimir Putin potrebbe trarre vantaggio da un contesto internazionale sempre più frammentato.

Un mondo multipolare che richiede cooperazione

Nel suo discorso Costa ha descritto la fase attuale come un passaggio verso un sistema internazionale multipolare, nel quale le crisi globali richiedono risposte multilaterali e non politiche basate sulle sfere di influenza.

Secondo il leader europeo, l’Unione deve rafforzare il proprio ruolo come difensore del diritto internazionale e dell’ordine globale basato sulle regole. Solo attraverso la cooperazione e la diplomazia, ha sottolineato, sarà possibile affrontare le nuove tensioni globali.

L’unità europea come chiave per affrontare le crisi

Costa ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza dell’unità dell’Unione Europea nelle crisi internazionali. Come esempio ha citato la risposta compatta dell’Ue alle pressioni statunitensi sulla Groenlandia e la necessità di mantenere credibilità negli impegni diplomatici e commerciali, come nel caso dell’accordo con il Mercosur.

Per il presidente del Consiglio europeo, valori comuni, fiducia tra gli Stati membri e capacità di agire insieme rappresentano gli strumenti più importanti per rafforzare il peso dell’Europa nello scenario globale.

In un contesto internazionale sempre più instabile, l’Unione Europea punta quindi a riaffermare il proprio ruolo come attore diplomatico capace di promuovere dialogo, stabilità e rispetto del diritto internazionale.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo L’Unione Europea prende le distanze dalla guerra in Iran: Costa chiede stop all’escalation proviene da Associated Medias.