di Redazione
Il Museo RISO di Palermo lancia un ciclo di incontri dedicato alle trasformazioni culturali e sociali del nostro tempo. Presenti artisti, direttori di museo, intellettuali e studiosi
Un cantiere è, per definizione, un luogo in movimento, dove idee, visioni e prospettive si incontrano, talvolta si contraddicono, ma sempre contribuiscono a costruire qualcosa di nuovo. È proprio questa immagine – dinamica e processuale – a dare forma a “Cantiere Cultura e del Contemporaneo. Idee, esperienze e visioni sulla società di oggi”, il ciclo di incontri che dal 14 marzo al 2 ottobre trasformerà il RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo in un laboratorio pubblico di riflessione e dialogo.
Promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e dal Museo RISO, il progetto è prodotto e realizzato da Globart in collaborazione con CoopCulture, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti. Ideato da Roberto Grossi e curato insieme alla direttrice del museo Evelina De Castro, il programma propone una sequenza di conferenze attraverso cui costruisce un percorso critico attorno alla condizione dell’uomo nella società contemporanea, interrogando il ruolo dell’arte, delle istituzioni e della memoria culturale.
La scelta di Palermo non è casuale. La città, crocevia millenario di civiltà e linguaggi, rappresenta una geografia simbolica in cui stratificazioni storiche e contaminazioni culturali continuano a generare nuove forme di creatività. In questo senso la Sicilia appare come un cantiere permanente: un luogo in cui la bellezza nasce dall’incontro tra differenze e dalla capacità di trasformazione.
Ad aprire il ciclo, sabato 14 marzo alle ore 18, sarà un dialogo inedito tra due figure emblematiche della cultura italiana: Emilio Isgrò, tra i più influenti artisti del secondo Novecento, e il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore. A guidare la conversazione sarà lo storico dell’arte Gabriele Simongini, tra i maggiori studiosi dell’astrattismo italiano. Il tema dell’incontro – “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune” – mette al centro la capacità dell’arte di generare legami sociali e trasformazioni collettive, attraverso linguaggi diversi ma radicati nella medesima matrice culturale dell’isola.
Il secondo appuntamento, venerdì 17 aprile, sposterà l’attenzione sulle relazioni tra produzione artistica e istituzioni. A partire dall’esperienza della Presidenza della Repubblica, rappresentata dall’architetto Alessia Cellitti, il dibattito affronterà le politiche culturali e le dinamiche del sostegno pubblico alla creatività. Interverranno anche Adriana Polveroni, giornalista e direttrice del progetto Arte in Nuvola, e Andrea Cusumano, direttore artistico di Gibellina, prima capitale italiana dell’arte contemporanea. A moderare sarà Guido Talarico, direttore di Inside Art.
Il 12 giugno il “cantiere” si confronterà invece con la dimensione della memoria e della conservazione del patrimonio. Due tra i più autorevoli direttori museali del panorama internazionale, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, e Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, dialogheranno sul rapporto tra passato e contemporaneità nel dibattito “L’arte è sempre contemporanea?”. Moderato da Cesare Biasini Selvaggi, direttore editoriale di Exibart, l’incontro rifletterà sulla responsabilità dei grandi musei nel rendere il patrimonio storico una risorsa viva per comprendere il presente.
A chiudere il ciclo, il 2 ottobre, sarà un confronto tra Massimo Ammaniti, psicoanalista e scrittore, e Antonio Presti, mecenate e fondatore della Fiumara d’Arte, figura visionaria che da decenni sperimenta nuove forme di relazione tra arte, territorio e comunità. Il dialogo – moderato dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti – affronterà i temi dell’accesso alla cultura, della partecipazione e della responsabilità sociale della produzione artistica.
L’ingresso agli incontri è libero fino a esaurimento posti.
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