di Emilia Morelli

Secondo il Washington Post, la Russia avrebbe fornito all’Iran informazioni sulle posizioni delle forze militari Usa in Medio Oriente durante il conflitto con Israele e Washington

russiaLa Russia avrebbe fornito all’Iran informazioni sensibili sulle posizioni delle forze militari degli Stati Uniti dispiegate in Medio Oriente. È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata dal The Washington Post, che cita fonti informate sui dati di intelligence.

Secondo il quotidiano americano, dall’inizio del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele Mosca avrebbe condiviso con Teheran informazioni dettagliate sugli asset militari statunitensi presenti nella regione, inclusi navi da guerra e velivoli.

Tre fonti citate dal giornale, rimaste anonime, descrivono la collaborazione come uno «sforzo piuttosto completo», suggerendo un livello di coordinamento tra Mosca e Teheran più ampio di quanto ipotizzato finora. L’ambasciata russa a Washington, contattata dal quotidiano, non ha rilasciato commenti.

Quali informazioni sarebbero state condivise

Secondo l’indagine, le informazioni trasmesse avrebbero riguardato la posizione e i movimenti di unità militari statunitensi nel Medio Oriente, tra cui flotte navali e velivoli dispiegati nelle basi della regione.

Questo tipo di dati potrebbe teoricamente facilitare la capacità iraniana di pianificare attacchi contro obiettivi americani, consentendo di individuare con maggiore precisione le forze avversarie.

Non è però chiaro quanto questo supporto abbia inciso concretamente sulle operazioni militari iraniane durante i primi giorni della guerra.

L’efficacia degli attacchi iraniani

Secondo funzionari statunitensi citati dal rapporto, la capacità delle forze iraniane di localizzare e colpire asset militari americani sarebbe stata in parte compromessa già nelle prime fasi del conflitto.

Nonostante queste difficoltà operative, gli attacchi lanciati da Teheran avrebbero comunque provocato vittime e danni tra le forze coinvolte nella crisi regionale.

Gli sviluppi confermano quanto il confronto tra Iran e Stati Uniti stia assumendo dimensioni sempre più ampie, coinvolgendo indirettamente anche altri attori globali.

Gli interessi strategici del Cremlino

Secondo l’analisi del quotidiano americano, il Cremlino potrebbe avere diversi interessi strategici in un conflitto prolungato tra Washington e Teheran.

Uno dei possibili vantaggi riguarda il mercato energetico: un’escalation in Medio Oriente potrebbe infatti spingere al rialzo i prezzi del petrolio, aumentando le entrate energetiche russe.

Un altro elemento riguarda il piano geopolitico. Un conflitto lungo tra Stati Uniti e Iran potrebbe distogliere l’attenzione occidentale dalla guerra tra Russia e Ucraina, che resta la priorità strategica per Mosca.

Il contesto della guerra in Medio Oriente

Le accuse arrivano mentre il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti continua ad allargarsi nel Medio Oriente, con attacchi missilistici, operazioni militari e crescenti tensioni nelle rotte energetiche della regione.

Secondo molti analisti, il coinvolgimento diretto o indiretto delle grandi potenze rischia di rendere la crisi ancora più complessa, trasformando una guerra regionale in uno scontro geopolitico di portata globale.

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