di Aisha Harrison

Il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti, ha riferito che i lanci di missili balistici iraniani sono diminuiti drasticamente d, mentre l’impiego dei droni è crollato di oltre il 70%. L’Iran avrebbe consumato gran parte del proprio arsenale

“L’Iran è spacciato e lo sa”. Con queste parole  il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha annunciato l’inizio della seconda fase dell’offensiva contro Teheran.  Secondo il Pentagono, l’operazione sta producendo risultati “decisivi, devastanti e senza pietà” e punta a stabilire il pieno controllo dello spazio aereo iraniano.

“In pochi giorni controlleremo i cieli dell’Iran. Voleremo giorno e notte colpendo missili e basi: i leader di Teheran alzeranno lo sguardo e vedranno solo aerei americani e israeliani”, ha affermato Hegseth, ribadendo che la campagna continuerà finché non saranno raggiunti gli obiettivi fissati dal presidente Donald Trump.

La fase 2 prevede l’impiego massiccio di bombe da 500, 1000 e 2000 libbre, con una potenza complessiva stimata sette volte superiore rispetto alla breve guerra condotta da Israele contro l’Iran nel giugno 2025. Il Pentagono assicura inoltre che le munizioni e i sistemi difensivi sono sufficienti per mantenere l’attuale ritmo operativo senza interruzioni.

I dati militari indicano crescenti difficoltà per Teheran. Il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti, ha riferito che i lanci di missili balistici iraniani sono diminuiti drasticamente dall’inizio del conflitto, mentre l’impiego dei droni è crollato di oltre il 70%. L’Iran avrebbe consumato gran parte del proprio arsenale nella fase iniziale dello scontro, quando aveva lanciato centinaia di missili e migliaia di droni, colpendo anche obiettivi civili e paesi vicini del Golfo come Bahrain, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Secondo il Pentagono, la fase 2 dell’offensiva punta a colpire in profondità nel territorio iraniano, neutralizzando le ultime capacità missilistiche e di droni rimaste e distruggendo le infrastrutture militari strategiche. L’operazione è definita “Furia Epica” e rappresenta la campagna più potente mai condotta nella regione, con bombardamenti giorno e notte per assicurare il dominio assoluto dei cieli.

Hegseth ha inoltre sottolineato che, nonostante le critiche e le preoccupazioni internazionali, gli Stati Uniti dispongono di risorse illimitate per portare avanti l’offensiva: “Possiamo proseguire a questo ritmo finché sarà necessario. L’unico limite è il raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

L’attenzione globale resta alta, con il rischio concreto di un’escalation regionale. La strategia statunitense e israeliana, concentrata sul controllo aereo e la distruzione selettiva dei sistemi missilistici, mette Teheran in una posizione sempre più vulnerabile, con l’arsenale ridotto e la capacità di reagire limitata. La fase 2 dell’operazione definirà probabilmente l’andamento dei prossimi giorni e il futuro immediato del conflitto in Medio Oriente.

 

 

 

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