di Ennio Bassi

Una nave cargo che trasportava gas naturale liquefatto è stata avvolta dalle fiamme nel Mediterraneo centrale, al largo di Malta. L’origine dell’incidente resta incerta

Un incendio ha coinvolto martedì la nave cargo Arctic Metagaz, un’imbarcazione adibita al trasporto di gas naturale liquefatto (Gnl), mentre navigava nel Mediterraneo centrale nei pressi delle coste maltesi. La notizia è emersa attraverso alcune immagini diffuse sui social network, in particolare su X, e da segnalazioni riportate da media greci.

Secondo i dati di monitoraggio marittimo, la nave farebbe parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, la rete di imbarcazioni utilizzate per trasportare prodotti energetici soggetti alle sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea. Le informazioni di Marine Traffic indicano che il cargo navigava sotto bandiera russa e aveva come destinazione finale Port Said, in Egitto.

L’autenticità dei video diffusi online non è stata ancora verificata in modo indipendente. Tuttavia, la rivista specializzata nel traffico marittimo Gcaptain ha osservato che non risultano incidenti simili segnalati nell’area negli ultimi tempi.

Una conferma dell’incidente è arrivata anche da un rappresentante del Diaplous Group, società greca che si occupa di sicurezza marittima e gestione dei rischi. “Possiamo confermare che l’incendio si è verificato, ma al momento non abbiamo ulteriori informazioni sulle cause”, ha dichiarato al magazine.

Secondo il database di Vessel Finder, l’Arctic Metagaz è una nave costruita nel 2003 e inserita nella lista delle sanzioni internazionali dal 2024. Il cargo era partito il 24 febbraio da Murmansk, nel nord della Russia, dopo aver caricato il gas presso un’unità di stoccaggio galleggiante. Da lì aveva circumnavigato il Regno Unito e la Spagna prima di entrare nel Mediterraneo; l’ultima posizione rilevata la colloca nel Mediterraneo meridionale, non lontano dalla Sicilia.

Le cause dell’incendio restano al momento sconosciute. Non è chiaro se si sia trattato di un problema tecnico a bordo oppure di un attacco deliberato, condotto via mare o tramite drone. Non è neppure possibile stabilire se l’episodio sia collegato alle crescenti tensioni geopolitiche che coinvolgono l’Iran o se possa essere il risultato di un’operazione mirata dell’Ucraina.

Negli ultimi mesi, infatti, Kiev ha dimostrato di poter colpire infrastrutture navali e logistiche russe anche lontano dal Mar Nero. Un precedente risale allo scorso dicembre, quando la Qendil, un’altra nave associata alla “flotta ombra” e battente bandiera dell’Oman, sarebbe stata danneggiata tra Creta e Malta, secondo quanto riportato da media ucraini e società di sicurezza marittima.

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