di Emilia Morelli

Dubai riapre parzialmente gli aeroporti DXB e DWC dopo giorni di stop, ma restano centinaia di cancellazioni. Emirati e Doha snodi chiave per Asia e Oceania, timori per rincari dei biglietti e impatto sulle compagnie

dubaiUn primo spiraglio arriva dagli Emirati. La società Dubai Airports ha annunciato una ripresa ridotta delle attività in serata, autorizzando un numero contenuto di decolli e atterraggi sia al Dubai International Airport sia al Dubai World Central.

La gestione invita però i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza una conferma diretta della compagnia aerea. Gli orari restano soggetti a variazioni e la priorità viene data ai viaggiatori già riprenotati sui pochi collegamenti disponibili.

Anche Emirates ha comunicato l’avvio di voli limitati dalla sera del 2 marzo, assicurando che contatterà direttamente i clienti interessati. Tutte le altre operazioni restano sospese fino a nuovo avviso, con la sicurezza indicata come priorità assoluta.

Cancellazioni ancora massicce negli Emirati

La parziale riattivazione non cancella una giornata estremamente complessa. Nel tardo pomeriggio si contavano 124 voli cancellati ad Abu Dhabi, oltre la metà delle partenze programmate. A Dubai il dato è ancora più pesante: 549 collegamenti soppressi, pari a circa il 90% del totale.

Il blocco ha inciso su uno dei principali crocevia del traffico globale. Insieme a Doha, gli hub degli Emirati movimentano circa quattro milioni di passeggeri a settimana, molti dei quali in transito tra Europa e Asia.

Rotte verso Asia e Oceano Indiano sotto pressione

Dubai, Abu Dhabi e Doha rappresentano snodi fondamentali per chi vola verso Cina, Giappone, India, Indonesia, Filippine e Corea del Sud, ma anche verso mete turistiche come Thailandia, Maldive, Malesia, Seychelles e Mauritius.

L’associazione Assoutenti segnala che il blocco degli spazi aerei sta generando effetti anche su viaggi con destinazione finale diversa dal Medio Oriente. Molti italiani con scalo negli hub del Golfo si sono visti cancellare il volo e rischiano di non raggiungere la meta, salvo riprotezioni su rotte alternative.

La criticità si estende ai pacchetti vacanza: in assenza di un avviso ufficiale della Farnesina che sconsigli formalmente i viaggi, tour operator e agenzie potrebbero applicare penali, aprendo la strada a possibili contenziosi.

Hotel sotto stress e passeggeri bloccati

Il rallentamento dei voli ha avuto ripercussioni anche sul settore alberghiero. A Dubai molte strutture risultano prossime al tutto esaurito, con viaggiatori che prolungano il soggiorno in attesa di una nuova partenza.

Le aree intorno all’aeroporto, solitamente congestionate, si presentano invece insolitamente vuote, segno di un traffico drasticamente ridotto. Le compagnie del Golfo, intanto, stanno parcheggiando parte della flotta in scali europei, mentre i vettori continentali organizzano voli speciali per riportare in patria equipaggi rimasti nelle aree a rischio.

Italia meno colpita, ma con disagi mirati

Negli aeroporti italiani l’impatto è più contenuto. A Aeroporto di Roma Fiumicino si registrano 45 cancellazioni, tutte legate alla direttrice mediorientale, con ulteriori tagli previsti nei giorni successivi.

ITA Airways ha esteso fino al 4 marzo la sospensione dei voli su Dubai e annullato i collegamenti con Riyadh tra il 2 e il 4 marzo. Restano inoltre sospese le rotte verso Tel Aviv e l’utilizzo di diversi spazi aerei regionali fino all’8 marzo.

Anche Air France-KLM, British Airways, Lufthansa, Turkish Airlines e Wizz Air hanno prorogato sospensioni e modifiche operative sulle tratte verso il Medio Oriente.

Rischio caro biglietti con il petrolio in rialzo

Un ulteriore elemento di incertezza riguarda il costo del carburante. Se il prezzo del greggio dovesse continuare a salire, l’impatto sui bilanci delle compagnie sarebbe immediato: fino al 40% dei costi operativi di un vettore è legato al jet fuel.

La conseguenza più probabile sarebbe un aumento dei prezzi dei biglietti, specialmente sulle rotte a lungo raggio. Il mercato azionario ha già reagito: a Parigi il titolo Air France-KLM ha registrato forti ribassi, così come Lufthansa a Francoforte e il gruppo IAG a Londra.

Le prossime ore decisive per la normalizzazione

La riapertura parziale di Dubai rappresenta un primo segnale incoraggiante, ma la normalizzazione completa richiederà tempo. Molto dipenderà dall’evoluzione della crisi geopolitica e dalla riattivazione stabile degli spazi aerei regionali.

Nel frattempo, passeggeri e compagnie restano in attesa di aggiornamenti continui, in uno scenario in cui ogni decisione operativa può cambiare nel giro di poche ore.

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