di Redazione

Tensione a Baghdad, dove sono in corso manifestazione anti americane. Sale il bilancio delle vittime dei raid iraniani in Qatar. Domani a Vienna riunione dell’Aiea

 

Le strade e le piazze dell’Iran oggi raccontano dolore e apprensione, almeno secondo le immagini trasmesse dai media del paese, che mostrano xentinaia di migliaia di persone a Teheran e Isfahan che piangono  la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso ieri negli attacchi coordinati tra Israele e Stati Uniti. Le immagini diffuse dai media di Stato mostrano folle commosse, tra bandiere a mezz’asta e visi segnati dal lutto, mentre cresce il timore di possibili ritorsioni e nuove escalation militari.

In Qatar, il ministero degli Interni ha confermato otto feriti negli attacchi iraniani di questa mattina, portando a sedici il totale delle persone colpite dall’inizio della campagna militare. I raid hanno provocato anche danni materiali «limitati», ma l’allarme tra la popolazione rimane alto.

In Iraq, la tensione è esplosa nelle strade di Baghdad. Centinaia di manifestanti hanno tentato di assaltare la super blindata Zona Verde, dove si trova l’ambasciata americana, per protestare contro la morte di Khamenei.Parallelamente, nuove esplosioni sono state udite nei pressi dell’aeroporto di Erbil, nel nord del Paese, sede di una base che ospita truppe della coalizione a guida Usa.

Sul fronte diplomatico, domani prenderà il via a Vienna una riunione straordinaria del Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). La sessione periodica dell’agenzia delle Nazioni Unite analizzerà la situazione nucleare dell’Iran nel pieno della crisi, con l’obiettivo di valutare rischi e possibili misure preventive. L’incontro potrebbe rappresentare un momento cruciale per aprire canali di dialogo prima che la situazione degeneri ulteriormente.

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