di Ennio Bassi
Ai tre è stato affidato il compito di gestire gli affari dello Stato fino a quando l’Assemblea degli Esperti non eleggerà un nuovo leader supremo
La Repubblica Islamica dell’Iran attraversa un momento di grande incertezza politica dopo la morte dell’Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema del paese dal 1989. Per garantire la continuità delle istituzioni, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian guiderà la transizione insieme a due alti funzionari: Gholamhossein Mohseni Ejei, capo della magistratura, e un rappresentante del Consiglio dei Guardiani, organo clericale chiave del sistema politico iraniano. Lo ha annunciato il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, guidato da Ali Larijani, indicato come possibile futuro successore di Khamenei.
Al triumvirato è stato affidato il compito di gestire gli affari dello Stato fino a quando l’Assemblea degli Esperti non eleggerà un nuovo leader supremo. La carta fondamentale iraniana prevede questa procedura per garantire la stabilità istituzionale in caso di morte o incapacità del massimo leader.La scomparsa di Khamenei rappresenta un evento di enorme impatto sulla politica interna e sulla sicurezza regionale. La scelta del nuovo leader supremo non è automatica e potrebbe richiedere settimane o mesi, a causa dei complessi equilibri tra le diverse fazioni clericali e politiche.
Chi è Masoud Pezeshkian
Masoud Pezeshkian è un medico e politico iraniano, eletto presidente della Repubblica Islamica dell’Iran nel 2024. Laureato in medicina e specializzato in chirurgia cardiaca, ha avuto una lunga carriera accademica e sanitaria prima di dedicarsi alla politica. Per molti anni è stato deputato al Parlamento e ha ricoperto il ruolo di ministro della Salute e dell’Educazione Medica prima di diventare capo dello Stato.La sua elezione ha segnato una svolta rispetto al predecessore Ebrahim Raisi, un politico ultraconservatore e figura di spicco del regime, noto per il suo ruolo nei più alti vertici del governo iraniano. morto nel maggio 2024 in un incidente in elicottero avvenuto in una zona montuosa dell’Azerbaigian iraniano. L’elicottero su cui viaggiava, insieme al ministro degli Esteri e ad altri funzionari, si è schiantato durante un viaggio di rientro da un impegno istituzionale. Le avverse condizioni meteorologiche, con nebbia fitta e maltempo, hanno reso difficili le operazioni di volo e di soccorso, e tutti i passeggeri a bordo hanno perso la vita. Raisi aveva 63 anni al momento della sua morte.
Chi è Ali Larijani
Ali Larijani, che in Iran guida il Consiglio Supremo per la Sicurezza, è una delle figure più influenti della politica iraniana contemporanea, noto per la sua lunga carriera all’interno dei vertici del potere clericale e dello Stato. Nato nel 1957 a Najafabad, nell’Iran centrale, Larijani ha un profilo politico e intellettuale che unisce esperienza istituzionale, pragmatismo e legami profondi con la leadership religiosa. Larijani ha iniziato la sua carriera negli ambienti dell’intelligence durante gli anni della rivoluzione islamica, maturando rapidamente una reputazione di stratega e negoziatore. Successivamente ha ricoperto ruoli chiave nel governo, tra cui capo della sicurezza nazionale, ministro della Cultura e dell’Orientamento Islamico, e soprattutto presidente del Parlamento iraniano (Majles) per tre mandati consecutivi, consolidando un’ampia rete di contatti politici e clericali. Conosciuto per la sua visione pragmatica e il suo stile misurato, Larijani ha spesso svolto il ruolo di mediatore tra fazioni conservatrici e riformiste, riuscendo a mantenere un profilo autorevole anche nei momenti di crisi. La sua esperienza lo colloca oggi come probabile candidato a succedere ad Ali Khamenei nella carica di Guida Suprema, ruolo che comporta il massimo potere politico e religioso in Iran. Larijani è anche noto per la sua competenza in politica estera e negoziazioni internazionali, con una particolare attenzione al dialogo con paesi vicini e all’equilibrio dei rapporti con le grandi potenze, pur restando fermamente radicato nel sistema costituzionale della Repubblica Islamica. La sua figura rappresenta un punto di continuità e stabilità all’interno di un contesto politico complesso e spesso segnato da tensioni interne e regionali.
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