di Carlo Longo
Un funzionario israeliano conferma ai media la morte di Ali Khamenei. Versioni contrastanti da Teheran. Trump: “L’Iran impiegherà anni per riprendersi”.
Un funzionario israeliano, citato da Channel 12, Sky News Arabia e dal Times of Israel, ha confermato l’uccisione della Guida suprema iraniana Ali Khamenei. Secondo la stessa fonte, il corpo sarebbe stato recuperato dalle macerie del compound residenziale a Teheran colpito nei raid congiunti.
La notizia arriva dopo le dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu, che aveva parlato di “numerosi segnali” sulla possibile morte dell’ayatollah a seguito del bombardamento del complesso.
Al momento, tuttavia, da parte iraniana non risultano conferme ufficiali indipendenti, e nelle ore precedenti fonti di Teheran avevano sostenuto che Khamenei fosse “sano e salvo”. Il quadro resta quindi caratterizzato da versioni contrapposte.
Media israeliani: “Mostrata a Netanyahu la foto del corpo”
Secondo l’emittente israeliana Channel 12, al primo ministro Benjamin Netanyahu sarebbe stata mostrata un’immagine del cadavere della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, recuperato dalle macerie del complesso residenziale di Teheran colpito dai raid congiunti di Stati Uniti e Israele.
L’indiscrezione, rilanciata dai media israeliani, rappresenta un ulteriore passo rispetto alle precedenti dichiarazioni in cui si parlava solo di “forti segnali” sulla possibile morte dell’ayatollah.
L’ambasciatore israeliano negli Usa: “Khamenei è stato ucciso”
A rafforzare la versione israeliana è arrivata la conferma dell’ambasciatore di Israele a Washington, Yechiel Leiter, che secondo Axios avrebbe informato alti funzionari statunitensi dell’uccisione di Khamenei.
La comunicazione ai vertici americani segnala un coordinamento stretto tra i due alleati in un momento di massima tensione regionale.
Trump: “Posso prolungare o chiudere l’operazione”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ad Axios che l’Iran “impiegherà anni per riprendersi” dagli attacchi.
Trump ha affermato di avere due opzioni: “Posso rendere l’operazione militare lunga oppure terminarla in due o tre giorni”. Secondo il presidente, Teheran sarebbe stata vicina a un accordo, salvo poi ritirarsi.
Le sue parole lasciano intendere che la durata e l’intensità della campagna militare potrebbero cambiare in base all’evoluzione sul campo e alla risposta iraniana.
Versioni contrastanti e clima di massima tensione
Nelle ore precedenti, fonti iraniane avevano parlato di Khamenei e del presidente Masoud Pezeshkian “sani e salvi”, mentre media locali avevano riferito della morte di familiari della Guida suprema nei bombardamenti.
L’eventuale conferma ufficiale dell’uccisione di Khamenei rappresenterebbe un punto di svolta storico e politico di enorme portata, con conseguenze imprevedibili per l’Iran, per la stabilità regionale e per l’intero equilibrio geopolitico in Medio Oriente.
Al momento, la situazione resta fluida e le informazioni provengono principalmente da fonti governative e mediatiche delle parti coinvolte, in un contesto di guerra in cui la verifica indipendente risulta estremamente complessa.
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