di Corinna Pindaro
Escalation tra Israele e Iran: Idf denuncia l’uso di bombe a grappolo contro aree civili. Netanyahu parla di possibili segnali sulla morte di Khamenei. Trump: “Diverse vie d’uscita”
Le Israel Defense Forces (Idf) hanno accusato Teheran di aver lanciato missili con sub-munizioni a grappolo contro un’area civile densamente popolata in Israele.
Secondo l’esercito israeliano, le armi sarebbero state utilizzate “con l’intento di massimizzare i danni ai civili”, sottolineando che attacchi deliberati contro la popolazione costituiscono un crimine di guerra. Le Idf hanno ribadito che continueranno a operare “in conformità con il diritto internazionale”.
Netanyahu: “Distrutto il complesso di Khamenei”
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un messaggio video che un attacco congiunto avrebbe colpito il complesso residenziale della Guida suprema iraniana, Ali Khamenei.
“Ci sono numerosi segnali che sia morto”, ha affermato Netanyahu, parlando di un’operazione a sorpresa che avrebbe coinvolto trenta bombe contro il compound. Secondo emittenti israeliane, il sito risulterebbe in gran parte distrutto. Tuttavia, fonti ufficiali iraniane sostengono che Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian siano “sani e salvi”.
Media iraniani riferiscono invece della morte del genero e della nuora dell’ayatollah nei bombardamenti.
Trump: “Buona telefonata con Netanyahu”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato di aver avuto una “buona telefonata” con Netanyahu. “Siamo sulla stessa lunghezza d’onda”, ha dichiarato, aggiungendo che esistono “diverse vie d’uscita”: proseguire la campagna militare oppure chiudere rapidamente il conflitto, con un monito a Teheran a non ricostruire le infrastrutture colpite.
Il Comando centrale statunitense ha parlato di “danni minimi” alle basi americane nella regione del Golfo dopo la risposta iraniana con missili e droni, senza segnalare vittime tra il personale Usa.
Ue convoca un Consiglio Esteri straordinario
L’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Kaja Kallas ha annunciato la convocazione di un Consiglio Affari Esteri straordinario in videoconferenza per affrontare l’escalation.
Kallas ha condannato “gli attacchi indiscriminati del regime iraniano” e ha avvertito che il rischio è quello di trascinare l’intera regione in una guerra più ampia.
Italiani bloccati a Dubai
Tra le conseguenze indirette della crisi, circa 200 studenti italiani risultano bloccati a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo. Il gruppo, presente negli Emirati per motivi di studio, non si trovava nell’area di Palm Jumeirah dove un albergo è stato colpito. Le autorità italiane monitorano la situazione in coordinamento con le rappresentanze diplomatiche.
Versioni contrastanti e rischio allargamento del conflitto
Mentre Israele parla di colpi decisivi ai vertici iraniani, Teheran respinge le notizie sulla morte di Khamenei e promette una risposta proporzionata. Le informazioni restano in parte non verificate e provengono da fonti contrapposte.
Il timore condiviso dalla comunità internazionale è che l’attuale fase di bombardamenti e rappresaglie possa trasformarsi in un conflitto regionale su larga scala, con ripercussioni globali su sicurezza, energia e stabilità geopolitica.
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