di Mario Tosetti

Bill Clinton testimonia al Congresso sul caso Epstein: “Non ho visto nulla e non ho commesso nulla di male”. Le foto, i viaggi sul jet e la replica di Trump

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epa11733967 Former US President Bill Clinton speaks at the ‘Daughters of the American Revolution’ Constitution Hall in Washington, DC, USA, 21 November 2024. Clinton promoted a new memoir called ‘Citizen’ during the event. EPA/WILL OLIVER

“Non ho visto nulla e non ho commesso nulla di male”. Con queste parole Bill Clinton ha aperto la sua testimonianza davanti alla Commissione di sorveglianza della Camera dei Rappresentanti sul caso Jeffrey Epstein.

L’ex presidente ha ribadito di non aver mai avuto conoscenza delle attività criminali del finanziere: “Non avevo idea dei suoi crimini”. E ha aggiunto che, se ne fosse stato consapevole, non solo non sarebbe mai salito sul suo aereo privato, ma avrebbe denunciato personalmente quanto accadeva.

I rapporti con Epstein negli anni Novanta e Duemila

Secondo quanto ricostruito, i contatti tra Clinton ed Epstein risalgono ai primi anni Novanta, dopo l’ingresso dell’ex governatore dell’Arkansas alla Casa Bianca, e si interrompono nei primi anni Duemila, prima del primo arresto di Epstein per reati sessuali.

Epstein partecipò a numerosi eventi pubblici come donatore del Partito Democratico. Dopo la fine del mandato presidenziale, Clinton viaggiò più volte a bordo del jet privato del finanziere – il cosiddetto “Lolita Express” – per missioni filantropiche in Africa e Asia. L’ex presidente ha sempre sostenuto di aver viaggiato con il proprio staff e con agenti del servizio segreto, senza mai visitare l’isola privata di Epstein nei Caraibi.

Le fotografie finite nei file

Tra i milioni di documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia statunitense figurano anche alcune immagini che ritraggono Clinton in contesti privati. In una foto appare seduto su un aereo accanto a una donna non identificata; in un’altra si trova in una vasca idromassaggio con una donna; in una terza nuota in piscina accanto a Ghislaine Maxwell, ex collaboratrice e partner di Epstein, condannata a 20 anni di carcere.

Non risultano, tuttavia, accuse dirette di abusi o comportamenti impropri nei confronti di Clinton da parte delle vittime riconosciute nel processo contro Maxwell. Né sarebbero emersi messaggi o email dai contenuti sessuali tra l’ex presidente ed Epstein.

La difesa di Hillary Clinton

Clinton ha inoltre difeso la moglie Hillary Clinton, ascoltata il giorno precedente dalla stessa commissione, affermando che “non c’entra nulla con Jeffrey Epstein” e che convocarla sarebbe stato “semplicemente sbagliato”.

Hillary ha sostenuto che l’attenzione mediatica sull’ex coppia presidenziale servirebbe a distogliere l’opinione pubblica da altri possibili coinvolgimenti politici.

La reazione di Trump

Nel frattempo, l’attuale presidente Donald Trump, interpellato dai giornalisti, si è detto “non contento” della deposizione di Clinton.

I repubblicani puntano a chiarire i legami dell’ex presidente con Epstein, mentre i democratici sostengono che nei file compaia con maggiore frequenza il nome dello stesso Trump. Il caso continua quindi ad alimentare uno scontro politico che va ben oltre le responsabilità individuali e si inserisce in un clima di forte polarizzazione negli Stati Uniti.

Un’ombra che riapre vecchie ferite

Pur in assenza di accuse formali nei suoi confronti, la testimonianza di Clinton riporta al centro del dibattito le controversie del suo passato, dallo scandalo con Monica Lewinsky alla procedura di impeachment per falsa testimonianza.

Al momento, dalle carte rese pubbliche, non emergono elementi che colleghino direttamente l’ex presidente ai reati di traffico sessuale commessi da Epstein. Ma il caso, tra documenti desecretati e tensioni politiche, resta uno dei più esplosivi della recente storia americana.

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