di Corinna Pindaro
Giorgia Meloni a Bloomberg: il governo non influenzerà più la governance di Mps con il 4,9%. Parole su Generali e dazi Usa, titolo in forte ribasso.
“Un dossier complesso, che abbiamo ereditato e che abbiamo gestito con successo”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato in un’intervista a Bloomberg News il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Secondo la premier, il piano di salvataggio e risanamento dell’istituto senese è stato “molto ambizioso” e oggi la banca rappresenta “una realtà solida” dopo anni di crisi. Con la discesa della quota pubblica, tuttavia, il ruolo diretto dell’esecutivo si considera concluso.
La quota del Mef e la governance
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze detiene ora circa il 4,86% del capitale. Una partecipazione che, secondo Meloni, “non dà la possibilità di esercitare un’influenza significativa sulla governance”.
La premier ha chiarito che il governo non parteciperà alle nomine dei nuovi organi di amministrazione e controllo. Pur restando favorevole alla nascita di un “terzo polo bancario” in Italia, Meloni ha sottolineato che un’eventuale operazione di sistema non dipende più dall’esecutivo, vista la scelta di non mantenere il controllo della banca.
Reazione dei mercati: Mps e Mediobanca in calo
Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per il titolo Mps, già sotto pressione dopo la presentazione del piano industriale. In Borsa l’azione è arrivata a perdere oltre il 6%, trascinando al ribasso anche Mediobanca.
Il mercato osserva con attenzione gli sviluppi sul riassetto del sistema bancario italiano e le possibili aggregazioni future.
Generali e risparmio italiano
Interpellata sul ruolo di Assicurazioni Generali, che gestisce miliardi di risparmio degli italiani, Meloni ha escluso l’intenzione di imporre “vincoli impropri” alle società.
Il compito del governo, ha spiegato, è comprendere le strategie di chi amministra tali risorse, affinché possano contribuire a rafforzare l’economia italiana in un “circolo virtuoso” vantaggioso per il Paese.
Dazi Usa: “Errore, serve libero scambio”
Nel corso dell’intervista, la premier ha affrontato anche il tema dei dazi imposti dall’amministrazione Donald Trump.
Meloni ha definito i dazi tra Europa e Stati Uniti “un errore”, sostenendo la necessità di muoversi in direzione opposta, verso una zona di libero scambio transatlantica. Un messaggio che punta a rafforzare i rapporti economici tra le due sponde dell’Atlantico in un contesto globale segnato da nuove tensioni commerciali.
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