di Carlo Longo
Dal 25 febbraio i cittadini italiani che viaggiano nel Regno Unito per turismo o brevi soggiorni devono ottenere un’ETA collegata al passaporto
Da mercoledì 25 febbraio cambia l’accesso al Regno Unito per i cittadini italiani. Per viaggi turistici o soggiorni brevi è ora obbligatoria l’ETA, l’Electronic Travel Authorisation, un’autorizzazione elettronica che viene collegata direttamente al passaporto del viaggiatore. La carta d’identità, sia cartacea sia elettronica, non è più considerata documento valido per l’ingresso nel Paese.
Il nuovo sistema prevede che le compagnie aeree controllino la presenza dell’ETA prima della partenza. In assenza dell’autorizzazione, il passeggero può essere respinto già al momento dell’imbarco. L’ETA ha una validità di due anni oppure fino alla scadenza del passaporto, se questa avviene prima, e consente ingressi multipli per soggiorni di breve durata.
La richiesta avviene esclusivamente online, tramite l’app ufficiale “UK ETA” o attraverso il portale istituzionale del governo britannico. Il costo è di 16 sterline e, nella maggior parte dei casi, l’esito arriva in pochi minuti grazie a una procedura automatizzata. Le autorità consigliano comunque di presentare la domanda con un certo anticipo, poiché in alcune situazioni possono essere necessari fino a tre giorni lavorativi per completare eventuali controlli aggiuntivi. È inoltre raccomandato utilizzare soltanto i canali ufficiali, per evitare intermediari che applicano tariffe maggiorate.
Non tutti i cittadini italiani sono tenuti a richiedere l’ETA. Ne sono esentati coloro che possiedono già uno status di immigrazione nel Regno Unito, come l’EU Settled Status o il Pre-Settled Status, oppure un visto valido per motivi di lavoro o di studio, fermo restando l’obbligo di mantenere aggiornati i propri dati attraverso l’account UKVI. Anche i cittadini con doppia nazionalità italiana e britannica non devono richiederla: possono entrare con un passaporto britannico valido oppure con passaporto italiano accompagnato dal Certificate of Entitlement.
Diversa la situazione per chi si trasferisce nel Regno Unito per studio o lavoro. In questi casi resta necessario ottenere un visto elettronico, il cosiddetto eVisa, e gestirlo tramite un account personale UKVI, obbligatorio anche per i minori.
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