di Redazione
L’architetto Marco Casamonti lancia un duro monito sulle condizioni dello Stadio Flaminio, paragonandole a quelle del Ponte Morandi prima del crollo
Lo spettro del Ponte Morandi si allunga sullo Stadio Flaminio. A evocarlo è l’architetto Marco Casamonti, che ha descritto la situazione dell’impianto romano con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: senza interventi strutturali urgenti, il rischio è quello di un cedimento progressivo fino al collasso.
Il paragone con il viadotto genovese, crollato tragicamente nel 2018, non è casuale. Secondo Casamonti, il cemento armato del Flaminio presenta criticità simili a quelle che interessavano il ponte progettato da Riccardo Morandi. I grandi lastroni in calcestruzzo sarebbero vuoti all’interno e, nel corso degli anni, l’acqua si sarebbe infiltrata nelle giunture, aggredendo le armature in acciaio e compromettendo la tenuta complessiva della struttura.
«Senza interventi il rischio è che lo stadio faccia la fine del Ponte Morandi», ha avvertito l’architetto, sottolineando come il degrado non sia più soltanto una questione estetica o funzionale, ma un’emergenza di sicurezza. L’azione combinata del tempo, dell’umidità e della mancata manutenzione avrebbe infatti accelerato il processo di deterioramento, trasformando il Flaminio in una struttura fragile.
L’allarme arriva in un momento cruciale. Claudio Lotito ha individuato proprio nel Flaminio la futura casa della Lazio, con un ambizioso piano di riqualificazione e ampliamento della capienza. Tuttavia, le condizioni denunciate da Casamonti potrebbero imporre una revisione profonda del progetto, sia nei tempi sia nei costi. Prima di sognare un nuovo stadio moderno, sarà necessario mettere in sicurezza ciò che resta di un’icona dell’architettura sportiva romana.
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L’articolo Flaminio come il Ponte Morandi: l’allarme sul rischio crollo scuote il progetto Lazio proviene da Associated Medias.

