di Ennio Bassi
Il gruppo chiude il 2025 con ricavi in lieve calo a 13,5 miliardi e una perdita netta di 22,3 miliardi, appesantita da oneri straordinari
Il 2025 si chiude in territorio negativo per Stellantis, che registra ricavi netti pari a 13,5 miliardi di euro, in flessione del 2% rispetto all’anno precedente. A pesare sono stati soprattutto gli effetti sfavorevoli dei cambi e la contrazione dei prezzi medi nel primo semestre. Il risultato finale evidenzia una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, influenzata da 25,4 miliardi di oneri straordinari legati a una revisione strategica volta a rimettere al centro le preferenze dei clienti e un’offerta più ampia in termini di tecnologie.
La perdita operativa rettificata si attesta a 842 milioni di euro, con un margine AOI negativo dello 0,5%. Anche il flusso di cassa industriale (Ifcf) resta in territorio negativo per 4,5 miliardi di euro nell’intero esercizio. Tuttavia, la seconda metà dell’anno – coincidente con i primi sei mesi completi della nuova dirigenza – mostra segnali di recupero. I ricavi netti sono cresciuti del 10% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre l’Ifcf del secondo semestre, negativo per 1,5 miliardi, migliora sensibilmente sia rispetto ai primi sei mesi del 2025 sia rispetto al secondo semestre dell’anno precedente.
A fine 2025 la liquidità industriale disponibile ammonta a 46 miliardi di euro. Per rafforzare ulteriormente la struttura finanziaria, il consiglio di amministrazione ha deciso di sospendere il dividendo previsto per il 2026 e ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride fino a un massimo di 5 miliardi di euro.
Guardando al futuro, Stellantis conferma le previsioni per il 2026. Il gruppo punta a una crescita dei ricavi netti nella fascia media a una cifra percentuale, a un margine AOI positivo ma contenuto (low-single digit) e a un miglioramento progressivo del free cash flow industriale nel corso dell’anno. L’obiettivo è tornare a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027, dopo un 2026 atteso in recupero rispetto al 2025.
Il rilancio passa anche attraverso un’intensa offensiva di prodotto. In Nord America, Jeep Cherokee e Dodge Charger SIXPACK segnano il ritorno nei segmenti dei SUV di medie dimensioni e delle muscle car con motore termico, mentre il lancio dei Ram 1500 HEMI V8 ed Express, previsto a fine 2025, dovrebbe sostenere ulteriormente le vendite. In Sud America il nuovo pick-up Ram Dakota rappresenta un tassello strategico, mentre nell’Europa allargata l’offerta si amplia con modelli come Citroën C5 Aircross BEV, Jeep Compass BEV e la recente Fiat 500 Hybrid.
Commentando i risultati, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha sottolineato come il 2025 abbia evidenziato il costo di una sopravvalutazione della velocità della transizione energetica e la necessità di riequilibrare l’offerta, garantendo ai clienti la possibilità di scegliere tra elettrico, ibrido e motore a combustione interna. Secondo il CEO, i primi segnali positivi emersi nella seconda parte dell’anno sono legati al miglioramento della qualità, alla disciplina commerciale e alla buona accoglienza dei nuovi modelli.
Nel secondo semestre del 2025 le consegne consolidate hanno raggiunto 2,8 milioni di unità, in aumento di 277.000 veicoli (+11%) rispetto all’anno precedente. La crescita ha coinvolto tutte le regioni, con il Nord America in prima linea: +39% su base annua, anche grazie a una normalizzazione delle scorte dopo le politiche di riduzione adottate nel 2024 e a un rinnovato slancio commerciale.
Il gruppo evidenzia inoltre progressi sul fronte dell’efficienza operativa e della qualità. Dall’inizio del 2025, i problemi segnalati nel primo mese di utilizzo dei veicoli sono diminuiti di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% nell’Europa allargata, segnali che – nelle intenzioni dell’azienda – dovrebbero sostenere la ripresa della redditività nei prossimi esercizi.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Stellantis archivia il 2025 in rosso, ma vede segnali di ripresa proviene da Associated Medias.

