di Redazione

Rachida Dati si dimette dal Ministero della Cultura per concentrarsi sulla corsa alla sindacatura di Parigi. Con l’uscita di scena di Anne Hidalgo, la competizione del 15 marzo si preannuncia più incerta che mai

Rachida Dati ha deciso di lasciare il Ministero della Cultura per dedicarsi pienamente alla campagna elettorale che la vede candidata alla guida di Parigi. A sessant’anni, figura di primo piano dei Républicains, Dati rappresenta da tempo uno dei volti più noti del centrodestra francese: determinata, spesso divisiva, capace di suscitare consensi e critiche con la stessa intensità.

Non è la sua prima corsa verso l’Hôtel de Ville. Nel 2020 il tentativo si era concluso con la riconferma della socialista Anne Hidalgo, sindaca per due mandati consecutivi. Oggi, però, lo scenario appare diverso: Hidalgo ha scelto di non ricandidarsi, riaprendo i giochi e rendendo la competizione più imprevedibile. Le elezioni del 15 marzo – con eventuale ballottaggio previsto per il 22 – si profilano come un banco di prova politico che potrebbe riflettere, in scala urbana, le dinamiche e le tensioni dell’intero Paese.

Il panorama dei candidati restituisce la varietà e la frammentazione della scena politica parigina. Per il Partito Socialista scende in campo Emmanuel Grégoire, indicato dai sondaggi come leggermente favorito e chiamato a raccogliere un’eredità complessa. Sul fronte della destra radicale, Thierry Mariani rappresenta il Rassemblement National, mentre Sarah Knafo corre per Reconquête!, altra formazione collocata nell’area più a destra dello spettro politico. Nel centrodestra si inserisce anche Pierre-Yves Bournazel, esponente di Horizons, mentre a sinistra Sophia Chikirou difende i colori de La France Insoumise.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Rachida Dati lascia il Ministero della Cultura francese e punta tutto su Parigi proviene da Associated Medias.