di Carlo Longo

Dal 25 febbraio 2026 l’ETA diventa obbligatoria per entrare nel Regno Unito da Italia, UE, Usa e Canada. Costi, durata, esenzioni e come richiederla

regno unitoDal 25 febbraio 2026 entrano definitivamente in vigore le nuove regole di ingresso nel Regno Unito. Si chiude il periodo di transizione iniziato nell’aprile 2025: da oggi i viaggiatori provenienti da 85 Paesi, tra cui Italia, San Marino, gli Stati dell’Unione Europea, Stati Uniti e Canada, devono obbligatoriamente possedere l’ETA (Electronic Travel Authorisation).

Senza questo documento elettronico le compagnie aeree sono tenute a negare l’imbarco già all’aeroporto di partenza. Le verifiche avvengono prima del volo e non direttamente alla frontiera britannica.

Cos’è l’ETA e quanto dura

L’ETA è un’autorizzazione elettronica di viaggio richiesta per soggiorni brevi nel Regno Unito, fino a un massimo di sei mesi per turismo, affari o transito.

Il permesso è collegato digitalmente al passaporto del viaggiatore. Dopo la Brexit, la carta d’identità – sia cartacea sia elettronica – non è più valida per entrare nel Paese.

L’autorizzazione ha una validità di due anni. Tuttavia, se il passaporto scade prima, anche l’ETA perde automaticamente validità e deve essere richiesta nuovamente con il nuovo documento.

Come richiedere l’ETA: costi e tempistiche

La procedura è interamente digitale. La richiesta può essere effettuata tramite l’app ufficiale “UK ETA” oppure attraverso il portale istituzionale del governo britannico (Gov.uk).

Il costo ufficiale è di 16 sterline. Le autorità invitano a diffidare di siti non ufficiali che applicano sovrapprezzi elevati per lo stesso servizio.

Nella maggior parte dei casi la risposta arriva in pochi minuti grazie a un sistema automatizzato. Tuttavia, il governo consiglia di presentare la domanda almeno tre giorni lavorativi prima della partenza, per evitare inconvenienti qualora fossero necessarie verifiche aggiuntive.

Chi è esentato dall’obbligo ETA

Non tutti devono richiedere l’autorizzazione elettronica. Sono esclusi dall’obbligo i cittadini italiani che possiedono uno status di immigrazione nel Regno Unito, come l’EU Settled Status o il Pre-Settled Status, oppure un visto per studio o lavoro. In questi casi l’ETA è sostituita dall’eVisa.

Chi rientra in queste categorie deve comunque avere un account aggiornato presso il sistema UK Visas and Immigration (UKVI), verificando che i dati del passaporto siano corretti, anche per i minori.

Doppia cittadinanza: regole più stringenti

Particolare attenzione è richiesta ai cittadini con doppia cittadinanza italo-britannica o britannica con altra nazionalità. Questi soggetti non possono richiedere l’ETA.

Per entrare nel Regno Unito devono utilizzare esclusivamente un passaporto britannico valido oppure un passaporto italiano accompagnato da un Certificate of Entitlement, che attesta il diritto di residenza.

Cosa cambia per chi viaggia nel 2026

Con l’entrata in vigore definitiva dell’obbligo ETA, il Regno Unito rafforza il sistema di controllo preventivo sui flussi in ingresso. Per i viaggiatori italiani e europei diventa quindi fondamentale pianificare per tempo la richiesta, verificare la validità del passaporto e utilizzare esclusivamente i canali ufficiali.

Chi non è in regola rischia di essere bloccato prima ancora di salire a bordo. Prepararsi in anticipo è l’unico modo per evitare disagi e viaggiare senza problemi verso il Regno Unito.

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