di Redazione

L’alta pressione porta stabilità e temperature fino a 9°C sopra la media, con valori primaverili in molte città. Ma in montagna lo zero termico raddoppia rispetto alla norma di fine febbraio, aumentando il rischio valanghe su tutto l’arco alpino

L’inverno sembra avviarsi al capolinea con largo anticipo. L’Italia è interessata da un robusto anticiclone che garantirà tempo stabile e soleggiato almeno fino ai primi giorni di marzo, con temperature sensibilmente superiori alle medie stagionali. In molte aree del Centro-Nord i valori massimi potranno superare di 8-9 gradi le medie del periodo, regalando un assaggio di primavera, seppur accompagnato da nebbie in Val Padana e locali nubi basse lungo le coste.

Se in pianura il clima mite può apparire piacevole, la situazione in quota solleva invece forte preoccupazione. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, segnala un’anomalia termica significativa: lo zero termico si porterà stabilmente attorno ai 3.000-3.200 metri, circa il doppio rispetto ai 1.300-1.500 metri che rappresentano la media di fine febbraio. A 1.000 metri di altitudine si potranno raggiungere punte di 15°C, valori che in passato sarebbero stati più tipici dell’inizio dell’estate.

Un’anomalia che si inserisce nel quadro più ampio dei cambiamenti climatici, con inverni sempre più brevi e miti e un progressivo innalzamento delle temperature in montagna. Le conseguenze sono immediate: accelerazione della fusione nivale, stress per i ghiacciai e aumento del rischio valanghe. Il bollettino valanghe indica su gran parte delle Alpi un grado di pericolo marcato o forte, tra 3 e 4 su una scala di 5.

Il caldo anomalo rende la neve più umida e instabile, favorendo le cosiddette valanghe di fusione, tipiche della stagione primaverile ma anticipate di settimane. L’acqua prodotta dallo scioglimento penetra nel manto nevoso, indebolendo la coesione tra i cristalli e creando condizioni di scivolamento su strati ghiacciati o sul terreno. Il risultato può essere il distacco improvviso di masse nevose che si allargano durante la discesa. Gli esperti invitano alla massima prudenza e a evitare il fuoripista, sottolineando che comportamenti imprudenti mettono a rischio anche i soccorritori.

Sul fronte meteorologico, la stabilità proseguirà nei prossimi giorni. Al Nord prevarrà il sole, alternato a nebbie mattutine in pianura, con zero termico oltre i 3.000 metri. Al Centro le temperature potranno toccare i 18-20°C, mentre al Sud il tempo resterà in prevalenza soleggiato. Anche tra giovedì e venerdì il quadro non subirà variazioni significative, con l’alta pressione dominante e una persistente stasi atmosferica che favorirà accumuli di smog nelle aree pianeggianti. Un eventuale cambio di scenario potrebbe arrivare solo nella seconda settimana di marzo.

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