di Emilia Morelli

Inchiesta a Roma Termini: 21 tra poliziotti e carabinieri indagati per furti aggravati nello store Coin di via Giolitti. Ammanco da oltre 180mila euro

terminiLa Stazione Termini, principale snodo ferroviario italiano, è al centro di un’inchiesta che coinvolge direttamente chi dovrebbe garantire la sicurezza nello scalo. Ventuno appartenenti alle forze dell’ordine, tra agenti della Polizia Ferroviaria e militari dell’Arma dei Carabinieri, risultano indagati per furto aggravato.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, ipotizza che gli indagati abbiano sottratto merce dallo store Coin di via Giolitti, chiuso nel maggio 2025. In totale sono 44 le persone finite sotto inchiesta.

Il buco nei conti e l’avvio delle verifiche

Tutto parte da un dato anomalo: un ammanco di 184mila euro emerso con l’inventario di febbraio 2024, relativo all’anno precedente. Una percentuale di perdita superiore al 10%, nettamente più alta rispetto alla media degli altri punti vendita.

Ulteriori controlli avrebbero portato alla scoperta di altri 95mila euro di merce mancante, con un impatto significativo soprattutto nel reparto profumeria. A quel punto la società avrebbe incaricato un’agenzia investigativa, installando nuove telecamere e concentrando l’attenzione su una specifica cassa del reparto uomo.

Il presunto sistema: sconti fittizi e scontrini simulati

Secondo l’ipotesi accusatoria, al centro del meccanismo ci sarebbe stata una cassiera, che avrebbe favorito alcuni clienti – tra cui diversi appartenenti alle forze dell’ordine – predisponendo capi selezionati in anticipo.

Le modalità contestate comprenderebbero la rimozione dei dispositivi antitaccheggio, la modifica manuale dei prezzi, l’emissione di scontrini non fiscali o riferiti a vendite precedenti e la simulazione di pagamenti elettronici mai effettivamente incassati. In altri casi, il denaro sarebbe stato consegnato in contanti senza registrazione.

Gli episodi ricostruiti riguarderebbero abbigliamento, accessori e cosmetici, con una reiterazione nel tempo che avrebbe contribuito a generare un ammanco complessivo di centinaia di migliaia di euro.

Gli indagati e le posizioni difensive

Tra gli indagati figurano nove poliziotti, tra cui dirigenti e funzionari della Polfer Lazio, e dodici carabinieri in servizio a Termini, con diversi gradi coinvolti.

L’avvocato Andrea Falcetta, difensore di otto militari, ha sottolineato che gli episodi contestati riguarderebbero importi di poche decine di euro e ha evidenziato l’attività operativa svolta dagli stessi carabinieri, che nell’ultimo anno avrebbero effettuato numerosi arresti e denunce per furto.

Presunzione di innocenza e prossimi sviluppi

L’inchiesta è ancora nella fase preliminare e saranno gli accertamenti giudiziari a stabilire eventuali responsabilità. Come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

La vicenda solleva interrogativi delicati sul rapporto tra sicurezza e legalità in uno dei luoghi simbolo della capitale, dove ogni giorno migliaia di viaggiatori transitano sotto lo sguardo delle forze dell’ordine.

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