di Redazione
Lo riporta Politico, citando fonti vicine al dossier. La decisione maturerebbe in un contesto di tensioni geopolitiche, tra dazi statunitensi e rinnovato slancio europeo sull’allargamento
L’Islanda potrebbe tornare alle urne prima del previsto per decidere se riaprire formalmente il percorso di adesione all’Unione europea. Secondo quanto riportato da Politico in un articolo firmato dalla capo corrispondente per l’Europa Zoya Sheftalovich, due fonti vicine al dossier riferiscono che Reykjavík starebbe valutando di indire già il prossimo anno un referendum per rilanciare i negoziati.
Il tema dell’adesione islandese, congelato nel 2013 dopo una fase iniziale di trattative, torna così al centro del dibattito politico in un momento di profondo mutamento degli equilibri internazionali. La coalizione di governo aveva inizialmente promesso una consultazione popolare entro il 2027, ma il calendario potrebbe subire un’accelerazione alla luce delle recenti tensioni geopolitiche.
Tra i fattori che avrebbero contribuito a riaprire la discussione figurano la decisione di Washington di imporre dazi doganali sull’Islanda e le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sull’eventuale annessione della Groenlandia, che hanno riacceso l’attenzione sulla sicurezza e sugli equilibri nell’area nordatlantica.
Il Parlamento islandese dovrebbe annunciare nelle prossime settimane la data del voto, secondo le stesse fonti, che hanno chiesto l’anonimato. Negli ultimi mesi si sono intensificati gli scambi politici tra Reykjavík e Bruxelles, con visite reciproche che hanno alimentato la percezione di una nuova fase nei rapporti.
Se il referendum dovesse registrare una maggioranza favorevole, l’Islanda potrebbe teoricamente avanzare più rapidamente rispetto ad altri Paesi candidati, anche alla luce del fatto che aveva già aperto diversi capitoli negoziali prima dello stop del 2013.
Il possibile riavvio del dossier islandese si inserisce in un quadro più ampio di rilancio della politica di allargamento dell’Ue. Bruxelles sta lavorando a soluzioni innovative, come un’adesione graduale per l’Ucraina, mentre il Montenegro — considerato tra i candidati più avanzati — ha recentemente chiuso un ulteriore capitolo negoziale.
Secondo la Commissione europea, l’allargamento non è più soltanto una questione economica, ma una scelta strategica. La presidente Ursula von der Leyen ha più volte sottolineato come il rafforzamento della cooperazione con partner affidabili, tra cui l’Islanda, rappresenti un elemento di stabilità in uno scenario globale sempre più incerto.
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