di Redazione
Alla Royal Festival Hall di Londra si è svolta la 79ª edizione dei BAFTA. A dominare la serata è stato Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, mentre il premio per il miglior attore è andato a sorpresa a Robert Aramayo per il film indipendente I Swear
La 79ª edizione dei BAFTA, andata in scena domenica sera alla Royal Festival Hall di Londra, ha confermato il ruolo dei premi britannici come uno degli appuntamenti più influenti della stagione cinematografica internazionale. Considerati tradizionalmente un’anticipazione degli Oscar, i riconoscimenti assegnati dalla British Academy hanno riservato alcune conferme, ma anche sorprese significative.
La più inattesa è arrivata nella categoria del miglior attore protagonista. A spuntarla è stato Robert Aramayo, 33 anni, premiato per la sua interpretazione in I Swear, film indipendente che racconta la storia vera di John Davidson, attivista per i diritti delle persone con la sindrome di Tourette. Aramayo, che ha superato favoriti come Timothée Chalamet e Leonardo DiCaprio, ha ottenuto anche il riconoscimento come miglior esordiente dell’anno, suggellando una serata particolarmente significativa per la sua carriera.
Il titolo che ha dominato la cerimonia è stato però Una battaglia dopo l’altra, capace di conquistare sei premi, tra cui quello per il miglior film. Paul Thomas Anderson è stato premiato sia per la regia sia per la sceneggiatura non originale, mentre Sean Penn ha ricevuto il BAFTA come miglior attore non protagonista. Il film si è distinto anche per fotografia e montaggio, consolidando il proprio primato nella competizione.
Non altrettanto fortunato è stato Marty Supreme, che pur partendo con undici candidature non ha ottenuto alcun riconoscimento. Tra gli altri protagonisti della serata, Hamnet di Chloé Zhao si è aggiudicato il premio per il miglior film britannico, con Jessie Buckley premiata come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione. I peccatori ha raccolto tre statuette, grazie alla sceneggiatura originale firmata da Ryan Coogler, alla performance di Wunmi Mosaku come attrice non protagonista e alla colonna sonora. Tre premi anche per Frankenstein, riconosciuto per costumi, scenografia e trucco e acconciatura.
Nel panorama internazionale, Sentimental Value è stato scelto come miglior film in lingua non inglese, mentre il documentario Mr. Nobody Against Putin ha conquistato la propria categoria. Successo anche per l’animazione con Zootropolis 2, premiato come miglior film d’animazione, e per Boong, riconosciuto tra i film per bambini e famiglie. Sul fronte tecnico si sono distinti F1 per il sonoro e Avatar: Fuoco e cenere per gli effetti speciali. Tra i cortometraggi britannici, sono stati premiati l’animazione Two Black Boys in Paradise e il live action This Is Endometriosis, mentre My Father’s Shadow è stato riconosciuto come miglior esordio britannico.
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