di Emilia Morelli

Dopo il fermo dell’ex principe Andrea per le email legate a Jeffrey Epstein, il governo britannico valuta una legge per rimuoverlo dalla linea di successione. Indagini e perquisizioni scuotono Buckingham Palace

andreaIl caso legato a Jeffrey Epstein torna a scuotere il Regno Unito e mette sotto pressione la monarchia. L’arresto e il fermo di 12 ore di Prince Andrew, già privato dei titoli reali nei mesi scorsi, hanno innescato un acceso dibattito istituzionale.

Nonostante la perdita del titolo di principe, Andrew Mountbatten-Windsor figura ancora ottavo nella linea di successione al trono. Una posizione che oggi appare sempre più controversa, alla luce delle indagini in corso e delle crescenti pressioni politiche per una sua definitiva esclusione.

Il governo valuta una legge per l’esclusione dalla successione

L’ipotesi allo studio non è simbolica, ma legislativa. Per rimuovere Andrea dalla linea di successione non sarebbe sufficiente un atto sovrano: occorrerebbe una legge approvata dal Parlamento britannico, con un dibattito pubblico destinato ad amplificare ulteriormente l’imbarazzo per la Corona.

Il ministro della Difesa Luke Pollard, intervenendo alla BBC, ha dichiarato che impedire ad Andrea di salire al trono sarebbe “la cosa giusta da fare”, a prescindere dagli esiti giudiziari. Secondo indiscrezioni riportate dal The Guardian, anche Charles III non si opporrebbe a una simile decisione.

Un eventuale provvedimento richiederebbe non solo l’assenso reale, ma anche il consenso dei 14 Paesi del Commonwealth che riconoscono il sovrano britannico come capo di Stato, tra cui Australia e Canada.

Le accuse: email riservate e sospetta violazione dell’interesse pubblico

Al centro dell’inchiesta vi sono email scambiate tra il 2010 e il 2011 con Epstein, periodo in cui Andrea ricopriva l’incarico di inviato speciale per il commercio internazionale del governo britannico. Secondo gli investigatori, nei messaggi sarebbero state condivise informazioni sensibili su decisioni e opportunità economiche, configurando una possibile condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche.

Il fermo di alcune ore disposto giovedì rappresenta un passaggio significativo dell’indagine. Il Parlamento, inoltre, starebbe valutando l’apertura di un approfondimento sul ruolo svolto dall’ex duca durante il suo mandato.

Le ipotesi di reato, qualora confermate, potrebbero comportare conseguenze severe, con pene che vanno da sanzioni pecuniarie fino all’ergastolo nei casi più gravi legati alla sicurezza nazionale.

Perquisizioni e nuovi filoni investigativi

Le indagini, coordinate dalla Thames Valley Police, hanno portato a perquisizioni nel Royal Lodge, residenza situata nei pressi del Castello di Windsor, storicamente occupata da Andrea. Ulteriori accertamenti sono stati effettuati anche nella tenuta reale di Sandringham, dove l’ex principe si trovava al momento del fermo.

Parallelamente, Scotland Yard ha avviato un filone investigativo specifico sui possibili riflessi britannici del caso Epstein, inclusi i presunti voli del cosiddetto “Lolita Express” e le visite ricevute in proprietà reali. Sono stati interrogati membri ed ex membri della Royalty and Specialist Protection, l’unità incaricata della sicurezza della famiglia reale, sospettata di non aver segnalato adeguatamente alcune presenze.

In totale sarebbero nove i filoni aperti nel Regno Unito collegati alle ramificazioni britanniche del caso Epstein.

Monarchia sotto pressione e clima politico incandescente

La vicenda rischia di avere un impatto duraturo sull’immagine della monarchia britannica. Un sondaggio citato dalla stampa indica che una larga maggioranza dei cittadini sarebbe favorevole alla rimozione di Andrea dalla successione per indegnità.

Il governo laburista, inizialmente cauto, si trova ora spinto dalle opposizioni e da una parte significativa dell’opinione pubblica ad affrontare il nodo politico e costituzionale. Il dibattito si annuncia delicato, perché coinvolge non solo il destino personale dell’ex principe, ma anche la credibilità e la stabilità dell’istituzione monarchica nel suo complesso.

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