di Emilia Morelli
Nel decreto Energia 2026 sale di due punti l’IRAP per le aziende di petrolio e gas, inclusi trasporto e magazzinaggio. Atteso maggior gettito di 90 milioni in più nel biennio 2026-2027
Con la versione definitiva del Decreto Energia, approvata dal Consiglio dei Ministri, cambia il perimetro delle aziende che dovranno sostenere l’aumento dell’IRAP per il biennio 2026-2027.
Il provvedimento prevede un incremento di due punti percentuali dell’aliquota regionale per specifici comparti energetici, con l’obiettivo di finanziare la riduzione degli oneri generali di sistema (Asos) destinata alle piccole e medie imprese. L’intervento punta a garantire maggiore sostenibilità ai costi energetici delle Pmi, redistribuendo parte del carico fiscale sui settori energetici considerati più solidi.
Petrolio e gas tra i principali destinatari dell’incremento fiscale
La novità più rilevante riguarda l’inclusione esplicita delle attività di estrazione di petrolio e gas naturale tra i soggetti interessati dall’aumento dell’IRAP.
Nel testo bollinato, infatti, il codice Ateco 06, relativo all’estrazione di petrolio greggio e gas naturale, viene affiancato al codice 09.1, che comprende le attività di supporto all’estrazione. In questo modo il perimetro dell’intervento si amplia rispetto alla versione iniziale del decreto.
Si tratta di un passaggio significativo, perché coinvolge direttamente le imprese impegnate nella produzione primaria di idrocarburi, settore strategico per l’approvvigionamento energetico nazionale.
Inclusi trasporto e magazzinaggio del gas, escluse altre attività
Ulteriore novità dell’ultima versione del decreto è l’inserimento delle attività di trasporto e magazzinaggio del gas tra quelle soggette alla maggiorazione IRAP.
Il testo riorganizza inoltre le categorie già previste, portando a quattro il numero complessivo dei comparti interessati dall’incremento fiscale. Restano invece escluse alcune attività precedentemente considerate, come le cokerie e i fornitori di vapore e aria condizionata.
L’individuazione delle imprese avviene tramite i codici Ateco riportati nell’allegato al decreto, strumento tecnico che definisce in modo puntuale l’ambito applicativo della norma.
Impatto economico: 90 milioni di gettito in più
L’allargamento della platea delle aziende coinvolte produce un effetto diretto sulle entrate fiscali previste.
Secondo le stime, l’estensione dell’aumento IRAP garantirà circa 90 milioni di euro aggiuntivi nel biennio 2026-2027, che si sommano al miliardo già previsto nella versione originaria del provvedimento varato da Palazzo Chigi.
Le risorse raccolte saranno destinate a sostenere il taglio degli oneri generali di sistema per le Pmi, nel tentativo di bilanciare l’impatto dei costi energetici su un tessuto imprenditoriale particolarmente esposto alle oscillazioni dei prezzi.
Equilibrio tra sostegno alle Pmi e pressione fiscale sul comparto energia
Il Decreto Energia si inserisce in una strategia più ampia di redistribuzione del carico fiscale all’interno del settore energetico. Da un lato, il governo punta a offrire sollievo alle piccole e medie imprese; dall’altro, concentra l’incremento dell’IRAP sulle filiere legate a petrolio e gas.
La misura, destinata a operare per due anni, rappresenta un intervento mirato che potrebbe però incidere sulla redditività delle imprese energetiche coinvolte. Nei prossimi mesi sarà determinante valutare l’impatto concreto della norma sugli investimenti e sulla competitività del comparto.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Decreto Energia 2026: aumento IRAP su petrolio e gas, estesa la platea delle imprese coinvolte proviene da Associated Medias.

