di Ennio Bassi
Meloni alla riunione dei Volenterosi con Macron e Starmer. ZMosca accusa la NATO, l’Ungheria blocca il prestito Ue da 90 miliardi.
Nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Europa si prepara a ribadire il proprio sostegno a Kiev. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si collegherà il 24 febbraio alla riunione dei cosiddetti “Volenterosi”, la videocall co-presieduta dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer, nel giorno simbolico che segna quattro anni dall’inizio del conflitto.
Zelensky: “Non stiamo perdendo, ma il prezzo è alto”
Mentre la diplomazia europea si muove, da Kiev arriva una valutazione lucida e prudente. In un’intervista all’Agence France-Presse, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ammesso che l’esito della guerra resta incerto. “Non stiamo perdendo”, ha sottolineato, ma resta aperta la questione di una possibile vittoria e, soprattutto, dei costi che comporterebbe.
Zelensky ha ribadito la richiesta che, in caso di cessate il fuoco, un eventuale contingente straniero venga schierato vicino alla linea del fronte, come garanzia concreta di sicurezza. Sul terreno, la situazione rimane complessa: Kiev controlla parte della regione di Donetsk, mentre Mosca domina quasi interamente Luhansk, nel cuore del Donbass. “Sia gli americani sia i russi dicono che se vuoi che la guerra finisca domani, devi lasciare il Donbass”, ha osservato il leader ucraino, evidenziando il nodo territoriale che continua a bloccare ogni ipotesi di accordo rapido.
Mosca accusa la Nato
Dal fronte russo, il tono resta duro. Mosca accusa la NATO di rafforzare la propria capacità militare in Europa e di prepararsi a uno scontro diretto con la Russia.In un’intervista al quotidiano Krasnaya Zvezda, il capo della direzione operativa principale dello Stato Maggiore russo, Sergei Rudskoi, ha dichiarato che l’Alleanza “sta attivamente rafforzando le sue forze di coalizione” e ampliando la produzione dell’industria della difesa europea, evocando l’“inevitabilità” di un confronto militare. “Monitoriamo attentamente queste minacce e reagiamo in modo preventivo”, ha aggiunto.
Il nodo europeo: Budapest blocca il prestito
Sul piano politico ed economico, nuove tensioni attraversano l’Unione. Secondo il Financial Times, l’Ungheria avrebbe bloccato un prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina. L’ambasciatore ungherese presso l’Ue avrebbe sollevato obiezioni all’emissione di debito comune, in un contesto segnato dai recenti attriti tra Kiev e Budapest e dalla campagna elettorale ungherese in vista delle elezioni di aprile.Quattro anni dopo l’inizio della guerra, lo scenario resta dunque sospeso tra diplomazia, pressioni militari e divisioni politiche. L’Europa prova a mostrarsi compatta, ma sul campo e nei palazzi del potere l’equilibrio resta fragile, mentre il conflitto continua a segnare il destino dell’Ucraina e della sicurezza continentale.
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