di Ennio Bassi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interviene sui negoziati in corso per porre fine alla guerra, accennando a un possibile documento tra Nato e Russia discusso senza Kiev

vertice ucrainaVolodymyr Zelensky torna a parlare dei delicati equilibri diplomatici che ruotano attorno alla guerra in Ucraina e lascia intendere che, parallelamente ai negoziati ufficiali, possa essere in discussione un documento tra Nato e Russia. Un percorso che, a suo dire, non può prescindere dal coinvolgimento diretto di Kiev.

“In merito al nostro eventuale ruolo nella Nato, è fondamentale che si parli con noi, non solo con i russi. Riguarda il nostro Paese”, ha affermato il presidente ucraino in una serie di messaggi diffusi sui social. Zelensky non esclude che possano emergere sviluppi inattesi: “Forse non siamo a conoscenza di tutto. Se ci saranno sorprese, reagiremo”.

Il capo dello Stato ha espresso una valutazione complessivamente positiva sull’incontro trilaterale svoltosi in Svizzera con la mediazione degli Stati Uniti. Pur riconoscendo il contributo dei partner mediorientali e di altri Paesi, Zelensky ha sottolineato la necessità che il processo negoziale mantenga un baricentro europeo: “Se la guerra è in Europa, anche il luogo della soluzione deve essere in Europa”.

Secondo il presidente, i colloqui si articolano su due piani distinti: uno militare e uno politico. Sul primo fronte si registrano progressi più concreti. I rappresentanti militari, riuniti in formato trilaterale, hanno discusso la possibile architettura di una missione di monitoraggio del cessate il fuoco, qualora venisse raggiunto un accordo politico. “Si è parlato di dettagli tecnici e delle capacità delle parti coinvolte, in particolare degli Stati Uniti, che avranno un ruolo centrale nel monitoraggio”, ha spiegato Zelensky.

Resta invece più complesso il confronto sul piano politico, soprattutto per quanto riguarda il ruolo dell’Europa. “Per noi è fondamentale. È importante avere gli Stati Uniti come partner, ma servono anche rappresentanti europei”, ha ribadito, aggiungendo che esiste già una bozza tecnica pronta a entrare in vigore immediatamente dopo un eventuale cessate il fuoco.

Il presidente ucraino ha poi rivolto parole dure a Vladimir Putin, accusandolo di utilizzare riferimenti storici per giustificare l’aggressione e guadagnare tempo. “Non ho bisogno di ricostruzioni storiche per arrivare alla diplomazia. Sono solo tattiche dilatorie”, ha dichiarato. Zelensky ha sostenuto di conoscere bene la realtà russa, avendo visitato numerose città del Paese, e ha definito l’attuale sistema politico russo come il risultato di una scelta interna che ha portato alla concentrazione del potere.

Sul piano militare, il leader di Kiev descrive il conflitto come un vicolo cieco per Mosca. Secondo le sue stime, la Russia subirebbe perdite mensili significative tra morti e feriti gravi, senza ottenere risultati proporzionati sul campo. “Non ci sono successi concreti”, ha affermato, sostenendo che anche settori della società russa mostrerebbero crescente scetticismo verso la leadership.

Zelensky ribadisce infine il proprio obiettivo prioritario: una soluzione concreta e rapida che ponga fine alla guerra. “L’unica cosa di cui voglio discutere è come chiudere questo conflitto nel più breve tempo possibile”, ha concluso, riportando il confronto sul terreno della diplomazia e delle decisioni operative.

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