di Carlo Longo
Dopo l’incendio al Constellation di Crans-Montana emergono nuovi dettagli: la guardia sopravvissuta racconta le porte chiuse, polemiche sui contratti e richiesta di ricusazione dei pm
A quattro giorni dal rogo che ha devastato il Constellation di Crans-Montana, la madre di Predrag Jankovic ha aperto una campagna online per sostenere le cure del figlio. L’uomo, addetto alla sicurezza nel locale la notte di Capodanno, è sopravvissuto all’incendio ma ha riportato ustioni gravi.
Nel messaggio pubblicato sulla piattaforma, la donna racconta che Predrag è rimasto ferito mentre cercava di mettere in salvo i clienti intrappolati dalle fiamme. Ora dovrà affrontare un intervento chirurgico alla mano, un innesto cutaneo e un lungo percorso di riabilitazione, sia fisica sia psicologica.
Il collega Stefan Ivanovic, anch’egli in servizio quella notte, è invece morto nel tentativo di aiutare i giovani bloccati nel seminterrato.
Le porte di sicurezza e il nodo dei contratti
Affiancato dal suo legale Thomas Barth, Jankovic è stato ascoltato nella sede della polizia di Sion per chiarire la dinamica della tragedia. Davanti ai magistrati ha riferito che al personale del locale sarebbe stato chiesto di mantenere chiuse le due porte di sicurezza, consentendo entrata e uscita soltanto dall’ingresso principale.
Un dettaglio che potrebbe avere un peso rilevante nell’inchiesta, impegnata a ricostruire minuto per minuto quanto accaduto durante la serata di Capodanno.
Restano poi diversi interrogativi sul ruolo effettivo degli addetti alla sicurezza. Dovevano controllare anche l’età dei clienti? E perché, dai documenti finora emersi, risulta formalizzato un solo contratto di lavoro per quella notte, quello di Ivanovic? Un elemento che alimenta ulteriori dubbi sulla gestione organizzativa dell’evento.
La richiesta di cambiare i pm
Sul fronte giudiziario cresce la tensione. L’avvocato Garen Ucari, che rappresenta alcune famiglie delle vittime, ha presentato una richiesta di ricusazione nei confronti dei magistrati titolari dell’indagine. Sarà ora un giudice a decidere se confermare o meno l’attuale squadra inquirente.
Nel documento depositato, il legale parla di gravi inadempienze e errori nella conduzione del procedimento, citando presunti ritardi nelle perquisizioni ai danni di Jacques e Jessica Moretti, così come negli uffici comunali. Tra le contestazioni figurano anche il mancato sequestro tempestivo di telefoni e filmati della zona, una gestione definita “caotica” delle autopsie e delle misure cautelari nei confronti dei principali indagati.
Secondo l’avvocato, tali elementi metterebbero in dubbio la capacità o la volontà della procura di svolgere l’inchiesta con la necessaria imparzialità ed efficacia.
Lo scontro sul sito per le segnalazioni anonime
Le critiche non arrivano soltanto dai familiari delle vittime. I difensori dei titolari del Constellation contestano la decisione della procura di non bloccare un sito web aperto da un legale delle parti civili per raccogliere segnalazioni anonime utili alle indagini.
In una lettera indirizzata alla procura guidata da Béatrice Pilloud, gli avvocati Nicola Meier e Yahel Hayat accusano l’ufficio inquirente di aver legittimato una forma di “giustizia privata”, sottratta a ogni controllo e priva di garanzie per la difesa, soprattutto in relazione alla raccolta e alla gestione delle prove.
La procuratrice nel mirino
A complicare ulteriormente il clima è intervenuta anche la stampa svizzera, che ha sollevato dubbi sull’opportunità di un patrocinio concesso dalla procuratrice generale del Vallese a un evento di gala promosso da un’associazione di viticoltori locali.
All’iniziativa erano attesi esponenti politici del cantone, tra cui il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud. Una circostanza ritenuta potenzialmente problematica, considerato che l’inchiesta potrebbe toccare anche profili istituzionali. Dopo le polemiche, Pilloud ha ritirato il proprio sostegno all’evento.
Secondo alcuni legali delle famiglie, un legame di questo tipo rischierebbe di compromettere la percezione di imparzialità della magistratura vallesana.
Mentre Predrag Jankovic affronta un lungo percorso di cure e riabilitazione, l’inchiesta sull’incendio del Constellation prosegue tra interrogativi ancora aperti e un clima di forte scontro tra accusa e difesa. Sullo sfondo resta una comunità segnata da una tragedia che continua a sollevare domande su responsabilità, controlli e gestione dell’emergenza.
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L’articolo Crans-Montana: la testimonianza della guardia sopravvissuta e lo scontro sulla procura proviene da Associated Medias.

