di Redazione
Sono stati chiamati a partecipare i dirigenti delle forze di polizia, i rappresentanti dei servizi di intelligence e i vertici del gruppo Ferrovie dello Stato Italia
Dopo il sabato nero sulla rete ferroviaria italiana, segnato dai sabotaggi che hanno paralizzato l’Alta Velocità nel nodo di Bologna, il Viminale convoca oggi i vertici della sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha fissato per le 17.30 il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiamando a partecipare i dirigenti delle forze di polizia, i rappresentanti dei servizi di intelligence e i vertici del gruppo Ferrovie dello Stato. Obiettivo della riunione: fare il punto sulle misure di protezione delle infrastrutture strategiche, in particolare quelle ferroviarie, e valutare interventi immediati per evitare il ripetersi di episodi di questo tipo.
Il 14 febbraio, nel cuore del nodo ferroviario bolognese, ignoti hanno manomesso alcuni impianti essenziali per la circolazione dei treni, provocando ritardi a catena, cancellazioni di convogli e disagi diffusi tra migliaia di passeggeri. La circolazione dell’Alta Velocità, da sempre fiore all’occhiello del sistema ferroviario italiano, è stata particolarmente colpita, con treni cancellati o fortemente rallentati e ripercussioni che si sono estese a tutte le principali linee nazionali. Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti della Polizia Ferroviaria e della Digos, che hanno avviato accertamenti tecnici e investigativi. Fin dalle prime verifiche, gli inquirenti hanno escluso guasti accidentali: tutto farebbe pensare ad azioni deliberate, organizzate e coordinate, con una chiara volontà di colpire un’infrastruttura strategica e mettere in difficoltà la circolazione ferroviaria nazionale.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini non ha esitato a condannare i sabotaggi, definendoli «odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia», e ha lanciato un monito chiaro: «Nessuno minimizzi o giustifichi gesti che mettono a rischio la vita delle persone». Un richiamo che sottolinea quanto sia alta la preoccupazione del governo per la sicurezza delle infrastrutture e per la tutela dei viaggiatori. La riunione al Viminale punta ora a rafforzare il coordinamento tra forze dell’ordine, intelligence e Ferrovie dello Stato, con l’obiettivo di individuare eventuali vulnerabilità lungo la rete e predisporre misure straordinarie di sorveglianza e prevenzione. Particolare attenzione sarà rivolta al nodo di Bologna, crocevia strategico per i collegamenti tra Nord e Sud e snodo vitale per l’Alta Velocità, che collega le principali città italiane e rappresenta un asse centrale per l’economia e la mobilità nazionale.
Oltre alla risposta immediata, gli esperti valuteranno sistemi di monitoraggio più avanzati, misure di sicurezza aggiuntive e protocolli d’emergenza per ridurre al minimo i rischi in caso di nuovi episodi. Sullo sfondo, resta la preoccupazione per il possibile ripetersi di atti di sabotaggio contro infrastrutture considerate critiche, in un contesto in cui il traffico ferroviario è essenziale non solo per i pendolari ma anche per l’economia nazionale.
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