di Carlo Longo
Il ministro Carlo Nordio parla di logiche “paramafiose” nel Csm e propone il sorteggio per superare il correntismo. Anm e opposizioni attaccano, maggioranza in difesa
Il ministro della Giustizia ha acceso il dibattito politico con dichiarazioni che hanno immediatamente scatenato polemiche. In un’intervista al Mattino di Padova, Nordio ha definito il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura segnato da logiche «paramafiose», parlando di un sistema correntizio autoreferenziale.
Secondo il Guardasigilli, le correnti interne alla magistratura rappresenterebbero strumenti di potere e carriera, mentre la maggioranza dei magistrati non sarebbe ideologizzata. Per superare tali dinamiche, Nordio ha rilanciato l’ipotesi del sorteggio per la selezione dei membri del Csm, ritenendolo l’unico strumento capace di spezzare il meccanismo delle correnti.
La replica dell’Associazione Nazionale Magistrati
Immediata la risposta dell’Anm, che ha parlato di dichiarazioni offensive e gravi. L’associazione ha accusato il ministro di aver paragonato l’elezione dei componenti del Csm a comportamenti della criminalità organizzata, ritenendo tali parole lesive della memoria dei magistrati caduti nella lotta alla mafia e del lavoro quotidiano di chi opera nei tribunali.
La presa di posizione ha alzato ulteriormente il livello dello scontro istituzionale tra governo e magistratura.
Le critiche del Partito Democratico e del M5S
Durissima la reazione della segretaria dem Elly Schlein, che ha definito «gravissime» le parole del ministro, chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di prendere le distanze e sollecitando scuse ufficiali.
Schlein ha richiamato la memoria di magistrati simbolo della lotta alla mafia come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino e Rocco Chinnici, sostenendo che il ministro abbia oltrepassato il limite istituzionale.
Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato il Guardasigilli, accusandolo di gettare ombre sulla magistratura per favorire una riforma che, a suo dire, indebolirebbe il contrasto a mafia e corruzione.
La difesa del centrodestra
Dal fronte della maggioranza, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha espresso solidarietà a Nordio, sostenendo che le opposizioni stiano strumentalizzando le sue parole per distogliere l’attenzione dal dibattito sulla riforma della giustizia e dal referendum previsto per il 22 e 23 marzo.
Secondo la maggioranza, il correntismo nella magistratura rappresenterebbe un problema strutturale da affrontare con decisione, anche attraverso modifiche al sistema di elezione del Csm.
Referendum e clima politico incandescente
Le dichiarazioni di Nordio si inseriscono in un clima già teso in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Le opposizioni invitano a votare “No”, accusando il governo di voler indebolire il sistema giudiziario, mentre il centrodestra difende la necessità di una riforma per garantire maggiore trasparenza e superare le distorsioni del correntismo.
Lo scontro tra poteri dello Stato e forze politiche si fa così sempre più acceso, con il rischio di trasformare il confronto sulla giustizia in uno dei terreni centrali della campagna elettorale.
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